Mad Sushi: stasera si cena a casa.

sushi a livorno

Parola d’odine sushi. Ma non di quello a cui siamo abituati, questo è diverso.

Per mangiare questo tipo di sushi, occorre a parer mio, un evento, una festa, un’occasione particolare. Proprio perché non è come tutti gli altri, ha qualcosa di diverso. E’ diverso.

Diverso perché’

L’ho già ripetuto tre volte. Sì è un sushi diverso quello che trovi da Mad Sushi ed ora vi dico il perché. Innanzitutto è solo ed esclusivamente da asporto. Ebbene sì non esiste un locale dove mangiarlo espresso.

La formula di questo locale è rigorosamente “a domicilio”. puoi telefonare ed ordinare, leggerti il menu a casa o sfogliarlo in negozio, guardare cosa ti offre sui volantini, però alla fine lo prendi e lo porti a casa.

Altro motivo per cui si differenzia Mad Sushi da tutti gli altri negozi e ristoranti di sushi è la gestione. Gestione italiana. Infatti la ragazza, la titolare, l’ideatrice è italiana. Con una forte passione per i “rotolini di riso”.

Ho avuto l’occasione di scambiare due parole con Maddalena, per farmi raccontare la sua storia. Perché mi incuriosiva molto il fatto di come può una ragazza avvicinarsi tanto al mondo della cucina giapponese, così tanto da aprire un negozio tutto suo.

-“Mi sono avvicinata quasi per caso e mi sono specializzata per passione”. questo è quello che mi ha detto e d ecco che subito ho capito l’ingrediente che avrei trovato in più rispetto agli altri locali che conosco. La passione.

Immaginavo inoltre forse una storia lunghissima, che durava da una vita, forse perchè era crescita in Giappone, o perché i genitori viaggiavano molto, invece si è avvicinata al sushi solamente 5 anni fà.

Se vai da Mad Sushi oltre a trovare il sapore che è buono e gustoso, trovi la cura al dettaglio. Niente infatti nei suoi piccoli vassoi e disposto a caso, ogni forma e colore e associazione sembra studiato ad opera d’arte.

sushi a cena
sushi a cena

Infine l’ho trovato diverso anche per la cura che è stata messa nella scelta degli oggetti da asporto, La busta con cui esci è di carta molto resistente ed elegante, così come il bicchiere col tappo per il ramen e le scatoline per il sushi.

Se invece avete voglia di una cucina classica e tipica vi consiglio La cantina, se volete rimanere su una cucina non italiana vi consiglio l’indiano

Tiriamo le somme

MENU: ampio, per tutti i gusti. Se lo specifichi puoi adattare un menu vegetariano o addirittura vegano. Trovi dai classici della cucina giapponese a cose leggermente più strane. zuppe e ramen all’ordine del giorno.

LOCATION: a parte che è un po’ nascosta, in una via non molto frequentata e poco trafficata. Appena riesci a trovare il laboratorio veni accolto subito da quello che sono le caratteristiche giapponesi. Ordine, minimalismo, cura al dettaglio in negozio. Per esempio sul bancone c’era un vaso di vetro con scritto a mano fine il nome del locale, poca acqua dentro e dei fiori bianchi veri! Ora non ricordo se erano rose o tulipani.

SERVIZIO: buono. Anche se non c’è un vero e proprio servizio perché non esiste un vero e proprio ristorante, Maddalena che prende gli ordini è una capacità e gentilezza unica. Sa consigliarti, aiutarti suggerirti ed infine ti accompagna dall’inizio a lla fine in quella che è la scelta della cena.

CONTO: salato. I prezzi sono alti non c’è niente da dire. Sarà che siamo abituati che il sushi si mangia con 20/30 euro e ti abbuffi, sarà che non abbiamo da noi molti altri termini di paragone, fatto sta che se decidi di cenare qui e siete in 4 e non vuoi farti mancare nulla il prezzo si aggira sui 90 euro.

Lo consiglio? Sicuramente sì. Vi consiglio un evento che sia un compleanno, una cena particolare per festeggiare qualche evento, oppure per un vero e proprio evento come un’inaugurazione. Situazioni in cui volte colpire gli altri.

Oggi vi porto al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone.

tè indiano

Dove si va a pranzo? Al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone dove si mangia tipico indiano e si respira India.

Qualche giorno fa’ ci siamo regalati un bel pranzo. Anzi un buon pranzo! Io e Maik, con la scusa che il bimbo più grande mangia a scuola, abbiamo deciso di regalarci un’uscita imprevista. Ebbene sì, per pranzo.

Proprio come si dice che “da un male nasce un bene” anche a noi è successo così! Nel senso che avevamo deciso di mangiarci un buon panino da Punto Panino a Livorno (scriverò presto una recensione) ed invece non siamo riusciti a trovare parcheggio.

Così dopo aver fatto mille giri nelle vicinanze, ho proprio perso la pazienza ed invece di infuriarmi (un po’ mi sono arrabbiata) ho tirato a dritto cercando di pensare ad un posto nuovo, carino e dove si mangia bene.

Avremmo potuto giocare il nostro asso nella manica, ovvero mangiare un 5e5, (puoi leggere qui la mia recensione) il panino tipico di Livorno. Oppure in Cantina Senese (leggi recensione). Che non deludono mai!

Morale della favola ecco che mi è venuto in mente il ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone. Ed il pranzo è servito da INDIA GATE.

Il pranzo può iniziare

Siamo entrati e siamo stati catapultati all’istante in India, senza mezze misure. I colori, l’atmosfera, i profumi, tutto rimanda a terre lontane piene di fascino e mistero. Un locale non troppo grande ma accogliente, colorato e caldo.

Anche senza prenotazione, i gestori ci hanno fatto accomodare e proposto subito il loro menu. Tutto da leggere e da scoprire. Sono tante le portate e quasi tutte sconosciute che attirano pertanto la curiosità del palato. Vi confesso che scegliere non è stato facile.

Ci sono piatti per tutti i gusti e per tutti proprio. Intendo vegetariani, vegani, intolleranti.. Noi ci siamo lanciati con dei fagottini ripieni di verdure, riso e piselli, una salsa con ricotta e della focaccia di patate.

piatto vegetariano indiano
piatto vegetariano indiano

Tutto squisito e di grande effetto.

Stavo per scordarmi che non ci siamo fatti mancare nulla. Come quando sei in vacanza e ti tratti da signore, così noi abbiamo preso, un cocktail per iniziare, poi due dolci al termine e persino un tè speziato. Il tutto accompagnato da un servizio veloce e non invadente.

Due sorprese al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone.

Ebbene sì. Sono state due le sorprese piacevoli che hanno incoronato questo nostro pranzo-vacanza. La prima sicuramente il conto. Con il modico prezzo di 33 euro ci siamo alzati da tavolino pieni, contenti e soddisfatti. La seconda sorpresa è stato il braccialetto omaggio post conto.

E così sono uscita urlando: l’indiano è il top! Basta proprio poco a volte per rendere felice una donna!!

ristoranet indiano a Livorno
ristorante indiano a Livorno

Tiriamo le somme

Menu: ampio, ricco, diverso che ti incuriosisce dall’inizio alla fine. Uno di quei menu che mette alla prova la tua capacità di scelta. Se sei un tipo un po’ indeciso come me, non sarà affatto facile scegliere. Ma stai sereno, se sbagli così, hai la scusa di tornarci

Location: carina, curata nel dettaglio, colorata, un vero e proprio salto in India. La pecca è il parcheggio non facilissimo da trovare, ma comunque non impossibile. Perché ci sono diverse possibilità. C’è infatti via Galileo Galilei, via Terreni o via sant’Andrea.

Servizio: niente da ridire. Ovvero il personale è serio, educato, veloce, mai invadente.

Conto: il conto è stato una piacevole sorpresa. 33 euro per aver mangiato dall’antipasto, al dolce con tè e caffè ah.. dimenticavo i cocktails.

Ci torniamo al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone? Non vedo l’ora!! Aspettiamo solo la giusta occasione

Racconta nei commenti la tua avventura da India Gate!

Livorno: cinema all’aperto e programmazione estiva.

cinema all'aperto Livorno

Livorno d’estate si anima e non è solo scogli e ristoranti. Di cinema all’aperto ne ha ben tre anzi, quattro se conti anche quello a Castiglioncello.

Le arene a Livorno sono dislocate e leggermente fuori dal centro caotico. Puoi trovare un cinema all’aperto a Villa Fabbricotti, uno ben nascosto all’Ardenza e uno poco lontano dallo stadio, che si chiama la Meta. Infine uno a Castiglioncello nella bella pineta. Di seguito potrai trovare la programmazione.

C’è sempre una sera d’estate in cui dopo cena ti guardi intorno e ti chiedi, e ora che si fa? Se sei stufo della solita passeggiata sul lungomare, o del gelatino che si prende tanto per avere una scusa per uscire di casa, una buona alternativa è quella di andare a vedere un film al cinema all’aperto.

In quale andare?

La risposta è abbastanza ovvia. Dipende da te! Puoi andare in quello più vicino, se non hai voglia di spostarti molto oppure scegliere in base al film che proiettano. E noi abbiamo fatto proprio così.

L’altra sera dopo aver cenato mi sono guardata intorno e mi sono chiesta, ora che si fa? Così mi è venuta la voglia di andare al cinema all’aperto ed ho convito tutta la famiglia a seguirmi. Per fortuna c’era un film adatto anche ai più piccoli, così anche Dario di 3 anni, ha visto attento, Aladin ed il genio della lampada. Forse anche grazie ad un buon bicchierone di pop corn?

Vantaggi del cinema all’aperto

Sono diversi gli aspetti positivi di andare a vedere ogni tanto un film alle arene nelle serate d’estate. Di seguito ne elenco alcuni:

  • Costi bassi se paragonati ai multisala. Si entra infatti ad un costo di 6-7 euro a biglietto con prezzi ridotti per bambini e anziani. Dario che è sotto il metro d’altezza è entrato GRATIS al cinema all’Ardenza.
  • Possibilità di vedere i film passati in programmazione invernale e che per un motivo o l’altro non hai avuto la possibilità di guardare.
  • Godersi il fresco delle sere d’estate.
  • La possibilità di portare con sé bambini piccoli o piccolissimi senza che perdano l’udito. Infatti il volume non è sparato come nei multisala.
  • Pochissima pubblicità! se il film è scritto che inizia alle 21.30 inizia davvero a quell’ora e non sei costretto a vedere mezz’ora di pubblicità. Che gioia!

C’è un altro vantaggio che ai miei occhi è la cosa più bella. Ogni volta è come la prima volta e mi sembra di tornare indietro nel tempo. Sì perché ci andavo da bambina e ricollego questi posti ai bei ricordi.

E dopo questa nota nostalgica parliamo di cose serie…

La programmazione

Arena Ardenza. Piazza Alfredo Sforzini.

Arena Villa Fabbricotti. Viale della Libertà.

Arena La Meta. Via dei Pensieri.

Arena La Pineta. Pineta Marradi – Castiglioncello , LI

I cinema all’aperto più suggestivi sono sicuramente quello a Villa Fabbricotti e quello all’Ardenza. Sono infatti circondati dal verde e per questo molto belli, così come quello a Castiglioncello. La meta invece è situato in un campo da rugby, e la seduta è leggermente scomoda.

Ma quello che importa per un cinema all’aperto è senza dubbio il film che viene proiettato. Dunque fatevi avanti e godetevi un bel film sotto lo spettacolo di un cielo stellato d’estate.

Scrivi un commento e segui il mio blog ! Buona estate ..

Fa caldo e non sai cosa fare con i tuoi bambini a Livorno? Ti porto a scoprire una piccola soluzione alla Leccia.

cosa fare a livorno

Cosa fare a Livorno d’estate con i bambini se non vuoi farli cuocere al sole? Fai un salto alla Leccia. Ti spiego cosa puoi fare in un caldo giorno d’estate, in un luogo tranquillo.

Sto parlando del viale alberato di cipressi, che si trova in zona la Leccia a Livorno. Il viale è lungo circa 300 metri ed offre una soluzione per chi non ha voglia di cuocere al mare d’estete.

Luogo insolito e per i più, sconosciuto. Offre invece una situazione molto interessante che ti permetterà di trascorrere qualche ora in perfetta tranquillità con l’ombra sulla testa. Per il bene di tuo figlio e, perché no, anche del tuo!

Come ci arrivo?

Puoi raggiungere il viale alberato da due diversi ingressi. Uno da via Guadalajara e l’altro da via Giotto, sempre naturalmente in zona la Leccia a Livorno.

Da via guadalajara il parcheggio è garantito, non ci sono né lettere né stalli blu. Puoi parcheggiare a destra o a sinistra, da fare attenzione ai cartelli di pulizia delle strade i giorni di mercoledì e giovedì. Se entri da questo lato, non ci sono servizi, c’è solo una grande catena da scavalcare o da aggirare per entrare direttamente nel viale.

Da via Giotto, invece accedi prima al parco giochi della Leccia ed oltrepassato questo puoi raggiungere il viale. Anche in questo caso il parcheggio non manca, la strada da fare sarà maggiore (circa 200 m). Ed incontrerai per prima i servizi offerti dal centro commerciale, come la farmacia, panificio, bar…

Chi me lo fa fare di venire? alcuni aspetti positivi

Se non sai cosa fare a Livorno d’estate con i tuoi bambini piccoli, raggiungere questo viale alberato alla Leccia può essere una valida soluzione. Ecco perchè:

  • si raggiunge e si parcheggia facilmente
  • è sempre all’ombra
  • i neonati in carrozzina si addormentano
  • i bimbi più grandi si possono divertire con la bicicletta
  • ci puoi portare il tuo cagnolino a passeggio
  • puoi raggiungere a piedi il centro commerciale la Leccia

Puoi vedere direttamente questo posto grazie ad un video che ho fatto su YouTube. In modo che tu possa scegliere direttamente da casa se ti può piacere come soluzione.

Dove arrivi percorrendo il viale alberato

Se percorri tutto il viale alberato da via Gadalajara arrivi al parco di via Giotto alla Leccia che dai primi di Marzo 2019 si è rinnovato. Puoi leggere quanto stupore avevo quando l’ho visto per la prima volta, in un mio post.

Per noi abitanti di questo quartiere è stata davvero una piacevole sorpresa, sopratutto per chi come me ha bambini piccoli. Sono stati installati dei giochi e così il parco, prima completamente abbandonato e mal frequentato è ritornato a vivere!

Puoi anche vedere con i tuoi occhi come ho ripulito tutti i giochi con una spugnetta dopo che erano stati scritti con un bel pennarello nero indelebile. Esattamente dopo una settimana dalla loro installazione.

Ecco quindi cosa puoi fare a Livorno d’estate con i tuoi bambini, vieni a fare un salto alla Leccia oppure puoi trovare un’altra soluzione che ho scritto nel mio blog.

Seguimi nel mio girovagare in questa città che.. A VOLTE PIACE.

Modo poco conosciuto di salutare l’anno.

Con un metodo simpatico e divertente.

Se hai due minuti di tempo ti consiglio di fare un gioco poco conosciuto in famiglia che risulterà essere divertente e simpatico. Cose da abbandonare e buoni propositi per l’anno che viene. Nel video spiego come fare ad organizzare e raccogliere quelli che sono i momenti da abbandonare dell’anno appena trascorso e come scrivere invece quelle attività da promuovere per l’anno che ha bussato alle porte.

Se non hai due minuti, ne basta uno! Può risultare buffo o stupido mentre si scrive, ed è vero, ma quando dopo un anno ritroverete quel foglietto tutto stropicciato, vi garantisco che vi farete grosse risate. E solo allora capirete che sono stati due minuti spesi bene.

Questo modo poco conosciuto di salutare l’anno vi potrà dare nuove spinte, o nuovi spunti di riflessione. L’importante è farlo e divertirsi, e se condividete il momento con qualcuno in famiglia sarà anche più divertente! Noi lo abbiamo provato e vi garantisco che abbiamo fatto grosse risate.

Siate estrosi, osate almeno nei pensieri e nei desideri. Più sarete fantasiosi e più sarà divertente! Guardate il video e buon gioco a tutti.

Di che si tratta?

Il Gioco in questione è molto facile! Basta prendere carta e penna e sedersi a tavolino con chi desiderate. Ci sono una serie di frasi da raccogliere ed elaborare da suddividere nell’anno che se ne va e nell’anno che viene.

Questo è il procedimento: prendete un foglio di carte e dividetelo in due parti. Nella colonna di sinistra scriverete “anno che va 2018” nella colonna di destra invece scriverete “anno che viene 2019”. Ed il più è fatto!

Se non avete ancora preso carta e penna! Forza e coraggio io ti aspetto, ma non ancora per molto! Iniziamo nel descrivere cosa inserire nella colonna di sinistra: anno che va 2018

  1. canzone
  2. il giorno più brutto
  3. il giorno più bello
  4. realizzazione
  5. mi sento più grande perché..
  6. consapevolezze acquisite
  7. cosa hai lasciato o lasciato andare

Proseguiamo adesso a compilare invece la parte restante, quella di destra: anno che viene 2019

  1. aspettative
  2. desiderio
  3. cosa abbandonare
  4. cosa acquistare
  5. frase

Visto? Te lo dicevo che era facilissimo! Per concludere mettete in basso la data e infine le vostre firme! Così che l’anno dopo, quando lo leggerete non avrete nessuno dubbio e non potrete dire.. -“Ah no! Quello non lo posso aver scritto io!!”

Sarebbe bello fare una versione anche per la nostra bella città di Livorno. Adesso ci studio qualcosa per realizzare un foglio simile a quello appena descritto. Quello che abbandona e quello che si aspetta Livorno dall’anno che viene, se lo creo ve lo farò presente! Per il momento concentriamoci sul nostro foglio.

Vi Auguro un 2019 scintillante, pieno di momenti indimenticabili!

Ti portiamo a cena “Da Scomposto” un ristorante nel quartiere Venezia a Livorno.

da scomposto livorno

Andiamo a cena “Da Scomposto” O dov’è? Vi starete chiedendo? O me lo chiedo solo io? Si trova a Livorno in Venezia proprio davanti alla chiesa santa Caterina. Una delle chiese più belle, a parer mio. E chiudo parentesi.

Ci siamo trovati davanti al locale per caso. Io non sapevo nemmeno l’esistenza, ma sono giustificata dal fatto che essendo mamma di due pargoli piccini, uscire la sera non rientra più tra le mie priorità.

Così l’uscita libera, io e mio marito, ci siamo trovati a girovagare per i canali del quartiere la Venezia, nella speranza di trovare un locale aperto dato che abbiamo scelto una fredda sera di lunedì. E sì sa, lunedì non va d’accordo con ristorante.

Però non ci siamo persi d’animo, e siamo stati premiati quando abbiamo visto proprio davanti noi il bel locale “Da Scomposto”. Racconto la verità, tutta la verità, che prima di entrare abbiamo voluto leggere le recensioni su trip advisor.

Recensioni positive, allora possiamo entrare.

Come veniamo accolti a cena

Veniamo accolti molto bene, da una ragazza gentile che ci fa vedere il grande tavolone, personaggio principale della sala e ci accompagna al nostro posto. Ci sediamo e in men che non si dica, ci porta il menù.

Ora capiamo il nome del ristorante, si chiama così perché il panino lo puoi prendere già farcito oppure scomposto con tutti gli ingredienti su un tagliere. La trovo un’idea carina. A parte il fatto che il tagliere ci viene consegnato, completamente nero che sembra sporco o bruciato.

Pesce, carne, verdure e salse, ingredienti buoni e non troppo fuori gli schemi, fanno sì che puoi scegliere il panino che più ti piace. La schiacciata la fanno loro e si sente. Buona e fresca.

Assaggiamo la cena

Dopo aver ordinato Il servizio che era sembrato velocissimo, lascia poi il posto ad un atteggiamento di approssimazione e di abbandono. Perché? Perché mentre ci gustiamo il nostro piatto, vediamo che i camerieri se ne vanno in cucina a turno a mangiare, la sala così rimane incustodita.

Un’altra cameriera entra in turno alle 20 e alle 20.30 esce pure a fumare una sigaretta. MA? Anche il ragazzo che prepara i panini non poteva essere da meno e così anche lui entra in cucina a farsi una bella pausa e a bere un bel milk shake di proteine.

Sarò anche puntigliosa ma ero proprio davanti alla porta della cucina e vedevo tutto!!

Dunque posso già svelare il voto del servizio che io posso attribuire ad un bel 3 e mezzo. Comunque la cena prosegue, tra musica altissima e un dolcetto davvero buono. Veniamo completamente abbandonati dopo aver mangiato il dolce, così che il caffè lo beviamo al bancone.

Carateristiche positive

Devo dire che alcune cose ci hanno colpito in modo positivo. Oltre al nome che trovo carino, e al modo si servire il panino, abbiamo trovato innovativo e all’avanguardia il fatto che nella sala ci fosse un distributore d’acqua. Così che potevi berla gratis.

L’arredo ci è molto piaciuto, un solo tavolo grande in mezzo alla sala fa sì che ti gusti la cena con accanto gente sconosciuta, col quale puoi fare conversazione o solo orecchiare ciò che hanno da dire.

tavolo grande da scomposto Livorno

Tiriamo le somme

MENU: ricco e ampio, molti gli ingredienti con cui abbinare e creare il tuo panino preferito. Gli ingredienti però sono classici e non troppo fantasiosi o fuori dagli schemi.

SERVIZIO: ciò che dovrebbe essere l’asso nella manica di un qualsiasi locale, è lasciato, in questo caso completamente allo sbaraglio. Abbiamo assistito ad un servizio pessimo, superficiale, poco curato e trasandato che ti lascia l’amaro in bocca e quella sensazione di non voler tornare.

LOCATION: carina e arredata con gusto. Ci è molto piaciuto il tavolo in mezzo alla sala che fa da personaggio principale del locale intero. Il vero protagonista è lui, insieme al materiale usato. Il legno truciolato lo trovi dal tavolo ai cestini, dalle sedia al bancone. Tutto e dico tutto dello stesso materiale. Poi si sa la Venezia ha un fascino unico, ed il posto macchina un po’ difficile da trovare.

CONTO: a parer nostro un po’ altino, ma ci può stare. 38 euro per aver mangiato due taglieri, vino buono, dolce e caffè.

Ci torniamo a cena?

Ed ecco la fatidica domanda, che ovviamente viene come in automatico appena metti il piede fuori dal locale. Ci torniamo da scomposto? Io questa volta sono severa. Ho vissuto una cena-esperienza che non mi ha fatto impazzare, che mi ha lasciata delusa e a volte incredula. Quindi per me è no.

Se ci viene voglia di un panino per noi la prima scelta rimane il 5e5 tipico di Livorno.

GUARDA IL VIDEO SULLA PAGINA FB DI L’AMìLIVORNO che abbiamo girato io e mio marito Michael.

Un panino con la “SaRsa Verde”: oggi si mangia fuori.

Un panino, ci prende la voglia di mangiare fuori a pranzo, ed oggi in particolare un panino. Sì perché la giornata si presta. Giornata limpida, fresca e con il sole!

Il sole a Livorno riscalda i cuori ed invoglia i palati, è sempre così!

E così noi come chissà a quanti altri è venuta la stessa idea di rimanere fuori a pranzo. Oltre noi quindi, i pensionati, i disoccupati, i ragazzi perché le scuole sono chiuse e i parrucchieri perché è lunedì!

riflessi miei e toui

Dove .. Si ma Dove .. E quindi Dove ..si mangia questo panino?

E subito mi sono venute in mente quelle immagini di panini e taglieri visti da poco su FB. Foto molto invitanti di piatti ricchi, vetrina ordinata e ben organizzata, e paninozzi niente male.

E allora dai andiamo da SaRsa Verde. Anche se il nome non mi fa impazzire.. ma questo per una semplice questione di gusto personale.

Entriamo

Come sapete quando entriamo noi, facciamo un po’ paura. Perché? Perché ci muoviamo in quattro, io maik e i due bimbi piccoli. Uno ancora nell’ovetto e l’altro in monopattino.

Non riuscivo a capire se il locale fosse aperto, chiuso, o aperto da poco. Ci salutano con entusiasmo e poi ognuno torna a fare quello che stava facendo. 2 apparecchiano la saletta, 1 pulisce una lavagnaetta, 1 sistema il bancone, esce il cuoco (immagino) dalla cucina (sempre immagino) e si mette fuori a parlare non so con chi, e poi per non finire arriva l’idraulico e pure un tecnico che riparava i cavi della rete.

Insomma un sacco di gente distratta e noi che non sapevamo a chi chiedere due panini e un tagliere.

Si sa che la prima impressione è molto importante. E questo vale anche per il locale che scegli. Diamo fiducia ed andiamo avanti, per vedere che succede..

Non ci credo

Finalmente riusciamo ad ordinare. Il succo per Dario non ce l’hanno. Ma non è questa la cosa a cui non credo.

Non credo ancora al fatto che ci abbiano invitato a mangiarlo fuori. Avete capito bene! Fuori perché abbiamo un panino se sceglievamo un tagliere saremmo potuti rimanere dentro.

Ora va bene che c’era il sole, ma c’erano comunque immagino 6 gradi come una tipica giornata di Dicembre. E noi non abbiamo nascosto il fatto di avere due bambini! Roba da non crederci!

Perché siamo rimasti? Vi starete chiedendo. Perché Il più grande appena ha visto dei giochini fuori non ha sentito più né freddo né caldo. Ed il più piccolo era ben coperto. E noi l’abbiamo vissuto come un pranzo che puoi fare quando sei a fare un viaggio ..

Come abbiamo mangiato

A parte la situazione quasi non reale che si è creata abbiamo mangiato bene perché i panini erano buoni.

Il pane buono anche se un po’ duro a parer mio, inglobava tutto con intesa e sinergia. Gli ingredienti ricercati e non troppo faticosi da digerire.

Tiriamo le somme

Menu: a me hanno fatto vedere solo la lista dei panini e delle pizze. Vedevo però dentro al calduccio dei grandi taglieri sui tavoli. Quindi direi ampio per un pasto veloce.

Location: strategica e carina. Strategica perché è sul mare accanto a due bar dove puoi fare sì un’aperitivo ma dove mangiare qualcosa di sfizioso è difficile, sopratutto una pizza a pranzo! Curato e nuovo dentro con un bello spazio anche esterno.

Servizio: Forse perché hanno aperto da poco e si devono ancora rodare, ma a livello di servizio direi non ci siamo. Ci hanno Lasciati fuori per mangiare un panino.

Conto: nella media. Un panino 7 euro ma dentro è veramente ben farcito. Per un pranzo veloce 22 Euro.

Ci torniamo? Ecco la domanda di rito.. devo dire la verità che no. Perchè ci sono rimasta male. Ma in questo settore come nella vita il rancore non serve. Diamo quindi un’altra possibilita a SaRsa Verde e vediamo che succede.

Magari per una pizza?..

Sempre se hai fretta e ti vuoi mangiare un panino non lasciarti scappare un buon 5 e 5 tipico della nostra città.

Una torta al cioccolato ecco cosa voglio preparare oggi. E che sia buona, veloce e light

torta al cioccolato

Se anche tu vuoi preparare una torta very fast (veloce) guarda il mio video e fatti due risate.

Ovviamente la ricetta di questa torta non l’ho inventata io ma l’ho presa da “fatto in casa da Benedetta”.

Sono a casa con mille cose da fare, ma so che stasera ci aspettano degli amici a cena. Allora mollo tutto e faccio una torta al cioccolato. Cerco e trovo una ricetta per una torta facile, veloce e light.

La trovo sul libro di “fatto in casa da Benedetta”, lei che nei suoi video appare sempre super veloce.

Dietro le quinte

Immagina di ricevere una telefonata dalla suocera. “Cara vengo a cena stasera”, dice.

Chiunque avrebbe un collasso, io invece vi spiego come non solo sopravvivere ma prepararle una torta al cioccolato.

Questo ovviamente non sono io dirlo ma Benedetta!

A me non verrebbe nessun collasso e le offrirei ciò che ho in quel momento.

Leggo cosa occorre ed incredibilmente ho tutto. Perché sono ingredienti che ognuno di voi può avere in casa senza essere passato a svaligiare un supermercato.

Mi fa molto ridere sia il nome che la descrizione che è stata data per questa torta al cioccolato.

L’ha chiamata torta della suocera perché secondo lei, se ti chiama la suocera e si auto invita, tu non solo hai il tempo di fare una torta al cioccolato ma anche di sistemare tutta casa, nel mentre questa cuoce in forno.

SI VABBE’

Non che la ricetta non sia realmente facile, ma per fare come dice lei devi solo fare torte durante tutto il giorno, così poi arrivi al livello esperto che fare torte è come lavarsi la faccia.

Bene, non sono a questo livello, né penso di arrivarci mai.

Il mio è un livello UNO, cioè me la cavo ma faccio anche tanti pasticci.

La mia torta della suocera al cioccolato.

Ingredienti

2 uova, 100 gr di zucchero, 110ml di panna, 10gr cacao amaro (puoi abbondare), 75 gr farina, 7 gr di lievito.

aggiungi tutto in sequenza. Frulla tanto che diventi così un composto morbido e spumoso. Assaggia di tanto in tanto. Senza però finirla prima di metterla in forno.

Risultato della torta

Ovviamente vi starete chiedendo di che sa, se è buona e sopratutto se ha fatto una buona figura.

La torta al cioccolato è piaciuta. E questo a parer mio è la cosa migliore. Per di più rileggendo bene la ricetta non contiene né burro né olio. E’ perfetta per chi non vuole esplodere, (pensiamo che il natale si avvicina) e per chi è intollerante al latte ( sempre se sostituiamo alla panna quella vegetale).

I miei ingredienti segreti

Come chef che si rispetti ognuno deve trovare degli ingredienti segreti da ggiungere. Un tocco personale. Si insomma la firma.

La mia firma (che ha attirato l’attenzione) è stata la scorza di arancia e le intramontabili scaglie di cioccolato.

Guarda le altre mie prove in cucina..

E divertiti a vedere i miei pasticci!!

Questa volta a cena vi porto al Castellaccio: precisamente da Ghinè Cambrì, un ristorante per esperti carnivori.

Ghinè Cambrì

A cena vi porto da Ghinè Cambrì. Vi faccio fare tutto il circuito di Montenero fino ad arrivare al Castellaccio, una frazione di Livorno poco frequentata ma con una vista mozzafiato.

I mangiatori seri di carne e bistecche si staranno già leccando i baffi. Chi invece come noi, non mangia carne, si starà chiedendo del perché di una scelta così azzardata.

Ghinè Cambri è un ristorante che offre i suoi miglior piatti a persone carnivore di livello esperto. Appena fuori dalla cucina infatti, domina la griglia così grande che può accogliere direttamente una mucca sdraiata.

Che l’esperienza da Ghinè Cambrì abbia inizio

Il ragazzo alla porta ci ha bene accolto anche se noi di primo impatto possiamo spaventare chi lavora nei ristoranti. Infatti entriamo con un bimbo di 3 anni (attività allo stato puro) ed una carrozzina con un bimbo di appena 4 mesi.

Ho letto il menu dalle quattro alle sei volte proprio perché è stato per me difficile trovare qualcosa che non contenesse carne. Ma alla fine ce l’ho fatta!

Ghinè Cambrì
tagliolini ai funghi porcini

Tagliolini al tartufo su cestino di grana e verdure pastellate fritte. Maik invece, si è lanciato con i funghi porcini nel primo e fritti come secondo. Per il bimbo? tagliatelle al cinghiale!

Che dire dei piatti, con una parola ESAGERATI.

Come abbiamo mangiato da Ghinè Cambrì

Il livello della cucina è alto così come l’accompagnamento dei vini. Abbiamo preso un mezzo litro di rosso della casa ed era eccezionale. Non ce la siamo presa ma abbiamo notato che il cameriere non ci ha portato la carta dei vini, forse già sapeva che non avremmo retto una bottiglia intera.

Ho comunque potuto vedere alcuni dei vini esposti e regnavano etichette importanti. Bolgheri e San Giovese, riserve e non. Anche se non ho avuto modo di leggere la carta, posso dire che hanno una ricca selezione di vini.

Tiriamo le somme

Location: un bel locale a stampo rustico, con la griglia che fa da padrona dove di inverno si cuoce a vista. Consiglio per chi non c’è mai stato di godervi un bel pranzo perché con la luce del sole si gode di una fantastica vista sulle colline livornesi e le finestre non mancano. Il parcheggio è facilissimo e non guasta mai.

Menù: il menù è da 10 e lode per chi è appassionato di carne e buon vini. Per chi invece come noi, preferisce verdure e pesce è piuttosto limitato.

Servizio: buono. Il ragazzo molto cortese ci ha seguito dall’inizio alla fine con serietà e garbo.

Conto: non altissimo, abbiamo speso 50 euro per 3 primi, mezzo litro di vino, 2 contorni. Considerando che abbiamo preso tartufo, porcini e cinghiale ci è sembrato potesse andare anche meglio di come ci aspettavamo.

Lo consiglio? Sì, Ghinè Cambrì è assolutamente da provare. Anche noi ci torneremo magari di giorno e magari per assaggiare anche i dolci che a guardare quelli dei nostri vicini di tavolo sembravano davvero squisiti.

Curiosità

Vi starete chiedendo che cavolo di nome è mai questo! Ghinè Cambrì è un gioco che facevano i nostri genitori o nonni da piccoli, quando ancora si poteva giocare per le strade. Con una mazza si colpisce da terra un rocchetto che, una volta in aria, viene colpito di nuovo con forza fino a lanciarlo più lontano possibile.

Altra curiosità: questo ristorante è stato fondato da Guglielmo Prima, gloria del Rugby labronico e non solo, agli inizi come giocatore e in seguito allenatore del Livorno Rugby, con qualche convocazione da giovane nella Under 21.

Seguite le mie recensioni, ed il mio Blog con Livorno protagonista.

Un aperitivo ricchissimo a Livorno. Vi porto nella Livorno nuova, precisamente Da Guglie.

aperitivo

Se anche a te capita di girovagare senza una precisa meta alla ricerca di un buon aperitivo da fare a Livorno, ti posso consigliare il ristorante da Guglie. Dove potrai essere accolto da una lista molto ampia di vini accompagnati da un vassoio proprio niente male!

Era maggio e pioveva di brutto ma noi volevamo comunque festeggiare e farci un aperitivo con i fiocchi. Festeggiare cosa? La nascita del piccolo Lapo e dunque la possibilità di tornare a bere (sempre con moderazione) un buon spritz.

Gira te che giro io, ci è venuto in mente di andare a Porta a Mare il “nuovo centro” nato da poco a Livorno. Per comodità vince, ma come servizi ancora scarseggia un po’. Comunque avrò modo di descrivere in dettaglio questa zona in un altro articolo. Perché ora torniamo a parlare dell’aperitivo fantastico!

Veniamo accolti

Come ho detto il tempo non era dei migliori e la mia paura era quella di entrare nel locale ed esser guardati in malo modo perché la nostra intenzione non era di pranzare ma di prenderci un aperitivo anche abbastanza veloce.

Invece udite udite.. non solo ci hanno fatto accomodare, non solo ci hanno portato la bevuta al tavolo, non solo ci hanno fatto dei bellissimi complimenti per il nuovo arrivato, no. Ci hanno anche portato un vassoio di accompagnamento all’aperitivo che sembrava un banchetto!

Se vi dico cosa c’era non mi credete (ah già lo potete vedere dalla foto!) Oltre alle classiche patatine e noccioline, servite in dei cestini molto abbondanti. Un vassoio stra colmo di prelibatezze. Con tanto di verdure croccanti fritte, crostini ricoperti con varie salse, scagliozzi, e vaschette di farro e riso freddo.

Non riuscivamo a crederci!

Non è un aperitivo come da Crolina Cafè o Vizi e Virtù in cui ti sgomiti per farti un piattino. Qui è molto più tranquillo e personalizzato.

Come avrete capito dal tono della scrittura, abbiamo spolverato tutto ed apprezzato moltissimo. Questo aperitivo occasionale si è rivelato ricco e gustoso.

Tiriamo le somme

Location: arredata con stile e attenzione al dettaglio. Lo sport e il vino sono le parole chiave del locale. Sono molte le vetrine dedicate all’esposizione di alcuni cimeli dei più grandi sportivi Livornesi. E molte le bottiglie di vino che puoi trovare.

Menù: non so dirlo nel dettaglio perché non siamo andati né a pranzo né a cena. Posso dire però che il “menù” scelto per l’aperitivo era ricco, ed abbondante e gustoso.

Servizio: un’accoglienza con i fiocchi fatta di calore ed attenzione. Una nota positiva sicuramente va alla cordialità. Poi è da specificare che il locale era ancora vuoto e dunque come spesso accade, con il caos può variare.

Conto: 15 euro con 2 bevute un vassoio pieno ed un succo di frutta per il fratello grande. Mi aspettavo un conto più salato ed invece così, questo locale ci ha lasciato con la curiosità in bocca.

Quella curiosità positiva che ti ricorda di doverci tornare una volta o l’altra. La prossima volta però non per un aperitivo ma per un pranzo o una cena!

A dimenticavo, per digerire, sempre se non piove, puoi farti una passeggiata nei dintorni tra mare e barchette e navi.

E allora, ciao Guglie e a presto.

5 must-have di tendenza di questa estate 2019 se vuoi essere un livornese doc.

Vi elenco le 5 cose che ho visto al più del 50% delle ragazze livornesi in questa estate 2019. E che le trasformano dunque in must-have di tendenza, in parole povere? Che ci devi avere!

le 5 cose che non puoi non avere a Livorno.

Anche se non appartengo alla categoria “fashion editor” voglio parlarvi di quelli che sono i capi di abbigliamento o accessori che non devono mancare nel tuo guardaroba ma solo se, ti vuoi confondere sul lungomare di Livorno.

La prima cosa

Una maglietta nera che sia semplice e poco lavorata. Con o senza maniche non importa, l’importante è che sia nera!

Va indossata o stretta dentro i pantaloni oppure stra corta che permetta di intravedere uno spiraglio di pancia

La seconda cosa di tendenza

Pantaloni che siano jeans o di tessuto è uguale. La cosa da fare attenzione è di portarli ascellari, ovvero alti alti, fin sopra la pancia.

Lei potrebbe essere facilmente scambiata per una livornese doc.

Terza cosa

Zeppa alta ai piedi che sembra non passare di moda. Anche quest anno se la indossi ti puoi confondere tra la massa.

Quarta cosa di tendenza

Che sia colorata, di conchiglia o argento non fa la differenza! L’importante è sfoggiarla con grinta! Sto parlando della cavigliera. Questa non è nuova dato che anche l’anno passato l’avevo notata e ci scrissi un articolo a riguardo. (leggi qui)

zeppa e cavigliera per essere di tendenza.

Quinta cosa

Per concludere con le cose di moda e di tendenza non può mancare La fascia in testa. Con o senza fiocco, colorata o monocolore fate voi. Ma guai a uscire senza!


A Livorno la moda la vedi e non segue la tendenza delle riviste. No segue una corrente tutta personale fatta di inventiva e particolarità.

Un anno per esempio non eri nessuno se non camminavi in via Ricasoli con il casco ( il padellino) in testa. O l’anno in cui ai piedi dovevi portare le magnum (stile anfibi). Di mode noi ne abbiamo viste tante e io mi diverto a vedere quelle che mi circondano.

Quello che voglio dirti è DISTINGUITI! sempre e ad ogni costo e se proprio non vuoi, allora segui le 5 cose di tendenza che ho elencato.

Ricetta dolce all’ananas fresco e senza forno.

Una ricetta adatta per questi ultimi giorni d’estate. Il dolce all’ananas è gustoso, facile da preparare, veloce, light e non serve accendere il forno per prepararlo.

Ingredienti

  • 60 gr fiocchi di mais
  • 40 gr burro
  • 150 gr di ricotta
  • 40 gr zucchero
  • 2 fette di ananas
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • mezzo bicchiere di latte. Io ovviamente uso il latte di soia.

Partiamo con la ricetta

La base

Unisco il burro fuso (sciolto a bagno maria) con i fiocchi di mais sbriciolati. Compatto il composto ottenuto sulla base della tortiera e metto a riposare in frigo.

La crema

Come facciamo la crema? mescolo bene lo zucchero con la ricotta. Aggiungo l’ananas pulito e fatto a pezzetti piccoli. Prendo poi un pentolino e scaldo il latte con l’agar agar per circa tre minuti. Con l’unione dei due composti la crema è pronta.

Posso aggiungere a piacere gli ingredienti che desidero come scaglie di cioccolato per i più golosi, o cannella per chi vuole un dolce light. Pinoli, banana, cocco, sì insomma spaziate con la fantasia e non abbiate paura!

Verso la crema ottenuta sulla base raffreddata ed ecco fatto, la torta all’ananas è pronta! Basta solo farla riposare in frigo per qualche ora, il tempo che si solidifichi.

La servo

Taglio una bella fetta e la dispongo in modo carino con l’aiuto di scaglie di cioccolato fondente, che danno colore oltre che gusto.

la fetta

L’assaggio

il gusto è fresco e delicato. Una fetta non basta e si passa subito alla seconda un po’ perché non stucca e un po’ perché è talmente leggera che non hai nemmeno il senso di colpa.

Si accosta bene con il cocco o con la menta che la renderebbero ancora più fresca e con quella nota di esotico ed estivo.

Attenzione che la croccantezza dei fiocchi di mais non dura a lungo ed il giorno dopo la base già risulta molto morbida. Quindi.. non fatela avanzare!!

A te come è venuta? Bona sicuramente!

Un posto bello che ancora non c’è. Il grande match alle 15 in Comune.

Come nel film del 2013 dove Stallone e De Niro ritornano nel mondo della boxe, così io ritorno in Comune (dopo un anno) a cercare degli accordi per il parco della Leccia. Spinta dal desiderio che diventi un posto bello.

Perché la Leccia?

Molto semplicemente perché ci abito! (Se non la conosci ti accompagno con questo video.) Ed ecco che torna quel tarlo nella testa, quella vocina che non mi lascia in pace. Ora capisco perché si chiama chiodo fisso, perché è lì fermo e, lì rimane.

Di cosa sto parlando ?

Dei problemi che affliggono il famoso (almeno per me) parchino in via Giotto, appena dietro al centro commerciale della Leccia, (so che non ci siete mai stati). Spinta dal desiderio di vedere dei miglioramenti ho scritto una mail all’assessore al verde urbano di Livorno, e non ci crederete.. Mi ha risposto così.

risposta del Comune

E dai ci risiamo starete dicendo! E lo so, me lo dico anche da sola.

Eppure c’è qualcosa che mi accade ogni volta che ci capito nel parco. E il problema è che, ci capito spesso! E’ come se mi parlasse e mi dicesse: -“Hei tu! Ma non vedi come sono carino?” E a me verrebbe anche da rispondergli: -“Ma certo che lo vedo! Ma sembro essere la sola e l’unica!

Le potenzialità del posto bello che non c’è

Forse sono l’unica a vederle, anzi sicuramente lo sono, altrimenti non sarebbe potuto rimanere in disuso e in queste condizioni di degrado così a lungo! Invece potrebbe diventare un posto bello e con poco!

E’ un parco grande, con tutti i servizi vicini, servito da un grande parcheggio (GRATIS) e un vecchio bel pino centrare a fare da guardiano. Il guardiano però è anziano e non riesce a badare ai ragazzini che qui si ritrovano e in questo verde, sporcano e combinano marachelle.

Ci sono panchine, muretti, verde a volontà, silenzio, un campo e mezzo da basket, giochi per bambini, un tappeto morbido di quelli anti caduta, e per finire udite udite.. Un affaccio diretto ad una ludoteca ancora attiva e funzionante. Gianburrasca.

Se non la conosci guarda il video che ti ci porto io!

Ludoteca a Livorno

C’è una cooperativa che gestisce ora la ludoteca. Questo vuol dire che ci sono i bambini ed è proprio da loro che voglio ripartire. Loro sono la potenzialità più grande. Il punto di inizio e forza motrice del mio interesse che non cala.

In che stato

Il Comune ha il dovere di intervenire e questo non me lo leva dalla testa nessuno. Ma mentre me lo ripeto non riesco a stare con le mani in mano allora mi sono più volte rimboccata le maniche. Come?

L’ho ripulito personalmente più volte (guarda QUI ho le prove) da cartacce buttate a terra, mozziconi di sigaretta, lattine, bottiglie, e tutto ciò che puoi ritrovare dopo una serata tra amici incivili senza un bidone sotto al culo.

All’unico scivolo che c’era è stato dato fuoco nel 2018 e i campi da basket sono senza tabellone da tempo ormai remoto. Un casottino messo da una parte è tutto pieno di graffiti, così come la ludoteca stessa, panche rotte e muretti tutti pieni di scritte.

Sì insomma non mi dilungo. In una parola? Brutto.

Creiamo un posto bello per i bambini

Non per me, non per i negozianti, non per gli abitanti della Leccia, non per i turisti, no! Facciamolo per i bambini che in questo posto ci abitano, si ritrovano, ci giocano e ci crescono. Così che possano crescere in un posto bello.

Questo chiederò a chi di dovere all’incontro che si terrà in Comune. Di impegnarsi concretamente per rendere reale la trasformazione. Piantiamo alberi, ripuliamo dalle scritte i muri e le panchine, sistemiamo i muretti rotti, ripristiniamo i tabelloni da basket.

Io ho intenzione di rimboccarmi le maniche. Per questo chiederò in che modo posso intervenire per creare una collaborazione sinergica tra Comune e cittadino. Per il parco e per il bambino.

La chiudo con una rima e alla prossima puntata. Perché lo so che non state nella pelle…!