Un aperitivo ricchissimo a Livorno. Vi porto nella Livorno nuova, precisamente Da Guglie.

aperitivo

Se anche a te capita di girovagare senza una precisa meta alla ricerca di un buon aperitivo da fare a Livorno, ti posso consigliare il ristorante da Guglie. Dove potrai essere accolto da una lista molto ampia di vini accompagnati da un vassoio proprio niente male!

Era maggio e pioveva di brutto ma noi volevamo comunque festeggiare e farci un aperitivo con i fiocchi. Festeggiare cosa? La nascita del piccolo Lapo e dunque la possibilità di tornare a bere (sempre con moderazione) un buon spritz.

Gira te che giro io, ci è venuto in mente di andare a Porta a Mare il “nuovo centro” nato da poco a Livorno. Per comodità vince, ma come servizi ancora scarseggia un po’. Comunque avrò modo di descrivere in dettaglio questa zona in un altro articolo. Perché ora torniamo a parlare dell’aperitivo fantastico!

Veniamo accolti

Come ho detto il tempo non era dei migliori e la mia paura era quella di entrare nel locale ed esser guardati in malo modo perché la nostra intenzione non era di pranzare ma di prenderci un aperitivo anche abbastanza veloce.

Invece udite udite.. non solo ci hanno fatto accomodare, non solo ci hanno portato la bevuta al tavolo, non solo ci hanno fatto dei bellissimi complimenti per il nuovo arrivato, no. Ci hanno anche portato un vassoio di accompagnamento all’aperitivo che sembrava un banchetto!

Se vi dico cosa c’era non mi credete (ah già lo potete vedere dalla foto!) Oltre alle classiche patatine e noccioline, servite in dei cestini molto abbondanti. Un vassoio stra colmo di prelibatezze. Con tanto di verdure croccanti fritte, crostini ricoperti con varie salse, scagliozzi, e vaschette di farro e riso freddo.

Non riuscivamo a crederci!

Non è un aperitivo come da Crolina Cafè o Vizi e Virtù in cui ti sgomiti per farti un piattino. Qui è molto più tranquillo e personalizzato.

Come avrete capito dal tono della scrittura, abbiamo spolverato tutto ed apprezzato moltissimo. Questo aperitivo occasionale si è rivelato ricco e gustoso.

Tiriamo le somme

Location: arredata con stile e attenzione al dettaglio. Lo sport e il vino sono le parole chiave del locale. Sono molte le vetrine dedicate all’esposizione di alcuni cimeli dei più grandi sportivi Livornesi. E molte le bottiglie di vino che puoi trovare.

Menù: non so dirlo nel dettaglio perché non siamo andati né a pranzo né a cena. Posso dire però che il “menù” scelto per l’aperitivo era ricco, ed abbondante e gustoso.

Servizio: un’accoglienza con i fiocchi fatta di calore ed attenzione. Una nota positiva sicuramente va alla cordialità. Poi è da specificare che il locale era ancora vuoto e dunque come spesso accade, con il caos può variare.

Conto: 15 euro con 2 bevute un vassoio pieno ed un succo di frutta per il fratello grande. Mi aspettavo un conto più salato ed invece così, questo locale ci ha lasciato con la curiosità in bocca.

Quella curiosità positiva che ti ricorda di doverci tornare una volta o l’altra. La prossima volta però non per un aperitivo ma per un pranzo o una cena!

A dimenticavo, per digerire, sempre se non piove, puoi farti una passeggiata nei dintorni tra mare e barchette e navi.

E allora, ciao Guglie e a presto.

5 must-have di tendenza di questa estate 2019 se vuoi essere un livornese doc.

Vi elenco le 5 cose che ho visto al più del 50% delle ragazze livornesi in questa estate 2019. E che le trasformano dunque in must-have di tendenza, in parole povere? Che ci devi avere!

le 5 cose che non puoi non avere a Livorno.

Anche se non appartengo alla categoria “fashion editor” voglio parlarvi di quelli che sono i capi di abbigliamento o accessori che non devono mancare nel tuo guardaroba ma solo se, ti vuoi confondere sul lungomare di Livorno.

La prima cosa

Una maglietta nera che sia semplice e poco lavorata. Con o senza maniche non importa, l’importante è che sia nera!

Va indossata o stretta dentro i pantaloni oppure stra corta che permetta di intravedere uno spiraglio di pancia

La seconda cosa di tendenza

Pantaloni che siano jeans o di tessuto è uguale. La cosa da fare attenzione è di portarli ascellari, ovvero alti alti, fin sopra la pancia.

Lei potrebbe essere facilmente scambiata per una livornese doc.

Terza cosa

Zeppa alta ai piedi che sembra non passare di moda. Anche quest anno se la indossi ti puoi confondere tra la massa.

Quarta cosa di tendenza

Che sia colorata, di conchiglia o argento non fa la differenza! L’importante è sfoggiarla con grinta! Sto parlando della cavigliera. Questa non è nuova dato che anche l’anno passato l’avevo notata e ci scrissi un articolo a riguardo. (leggi qui)

zeppa e cavigliera per essere di tendenza.

Quinta cosa

Per concludere con le cose di moda e di tendenza non può mancare La fascia in testa. Con o senza fiocco, colorata o monocolore fate voi. Ma guai a uscire senza!


A Livorno la moda la vedi e non segue la tendenza delle riviste. No segue una corrente tutta personale fatta di inventiva e particolarità.

Un anno per esempio non eri nessuno se non camminavi in via Ricasoli con il casco ( il padellino) in testa. O l’anno in cui ai piedi dovevi portare le magnum (stile anfibi). Di mode noi ne abbiamo viste tante e io mi diverto a vedere quelle che mi circondano.

Quello che voglio dirti è DISTINGUITI! sempre e ad ogni costo e se proprio non vuoi, allora segui le 5 cose di tendenza che ho elencato.

Ricetta dolce all’ananas fresco e senza forno.

Una ricetta adatta per questi ultimi giorni d’estate. Il dolce all’ananas è gustoso, facile da preparare, veloce, light e non serve accendere il forno per prepararlo.

Ingredienti

  • 60 gr fiocchi di mais
  • 40 gr burro
  • 150 gr di ricotta
  • 40 gr zucchero
  • 2 fette di ananas
  • 1 cucchiaino di agar agar
  • mezzo bicchiere di latte. Io ovviamente uso il latte di soia.

Partiamo con la ricetta

La base

Unisco il burro fuso (sciolto a bagno maria) con i fiocchi di mais sbriciolati. Compatto il composto ottenuto sulla base della tortiera e metto a riposare in frigo.

La crema

Come facciamo la crema? mescolo bene lo zucchero con la ricotta. Aggiungo l’ananas pulito e fatto a pezzetti piccoli. Prendo poi un pentolino e scaldo il latte con l’agar agar per circa tre minuti. Con l’unione dei due composti la crema è pronta.

Posso aggiungere a piacere gli ingredienti che desidero come scaglie di cioccolato per i più golosi, o cannella per chi vuole un dolce light. Pinoli, banana, cocco, sì insomma spaziate con la fantasia e non abbiate paura!

Verso la crema ottenuta sulla base raffreddata ed ecco fatto, la torta all’ananas è pronta! Basta solo farla riposare in frigo per qualche ora, il tempo che si solidifichi.

La servo

Taglio una bella fetta e la dispongo in modo carino con l’aiuto di scaglie di cioccolato fondente, che danno colore oltre che gusto.

la fetta

L’assaggio

il gusto è fresco e delicato. Una fetta non basta e si passa subito alla seconda un po’ perché non stucca e un po’ perché è talmente leggera che non hai nemmeno il senso di colpa.

Si accosta bene con il cocco o con la menta che la renderebbero ancora più fresca e con quella nota di esotico ed estivo.

Attenzione che la croccantezza dei fiocchi di mais non dura a lungo ed il giorno dopo la base già risulta molto morbida. Quindi.. non fatela avanzare!!

A te come è venuta? Bona sicuramente!

Un posto bello che ancora non c’è. Il grande match alle 15 in Comune.

Come nel film del 2013 dove Stallone e De Niro ritornano nel mondo della boxe, così io ritorno in Comune (dopo un anno) a cercare degli accordi per il parco della Leccia. Spinta dal desiderio che diventi un posto bello.

Perché la Leccia?

Molto semplicemente perché ci abito! (Se non la conosci ti accompagno con questo video.) Ed ecco che torna quel tarlo nella testa, quella vocina che non mi lascia in pace. Ora capisco perché si chiama chiodo fisso, perché è lì fermo e, lì rimane.

Di cosa sto parlando ?

Dei problemi che affliggono il famoso (almeno per me) parchino in via Giotto, appena dietro al centro commerciale della Leccia, (so che non ci siete mai stati). Spinta dal desiderio di vedere dei miglioramenti ho scritto una mail all’assessore al verde urbano di Livorno, e non ci crederete.. Mi ha risposto così.

risposta del Comune

E dai ci risiamo starete dicendo! E lo so, me lo dico anche da sola.

Eppure c’è qualcosa che mi accade ogni volta che ci capito nel parco. E il problema è che, ci capito spesso! E’ come se mi parlasse e mi dicesse: -“Hei tu! Ma non vedi come sono carino?” E a me verrebbe anche da rispondergli: -“Ma certo che lo vedo! Ma sembro essere la sola e l’unica!

Le potenzialità del posto bello che non c’è

Forse sono l’unica a vederle, anzi sicuramente lo sono, altrimenti non sarebbe potuto rimanere in disuso e in queste condizioni di degrado così a lungo! Invece potrebbe diventare un posto bello e con poco!

E’ un parco grande, con tutti i servizi vicini, servito da un grande parcheggio (GRATIS) e un vecchio bel pino centrare a fare da guardiano. Il guardiano però è anziano e non riesce a badare ai ragazzini che qui si ritrovano e in questo verde, sporcano e combinano marachelle.

Ci sono panchine, muretti, verde a volontà, silenzio, un campo e mezzo da basket, giochi per bambini, un tappeto morbido di quelli anti caduta, e per finire udite udite.. Un affaccio diretto ad una ludoteca ancora attiva e funzionante. Gianburrasca.

Se non la conosci guarda il video che ti ci porto io!

Ludoteca a Livorno

C’è una cooperativa che gestisce ora la ludoteca. Questo vuol dire che ci sono i bambini ed è proprio da loro che voglio ripartire. Loro sono la potenzialità più grande. Il punto di inizio e forza motrice del mio interesse che non cala.

In che stato

Il Comune ha il dovere di intervenire e questo non me lo leva dalla testa nessuno. Ma mentre me lo ripeto non riesco a stare con le mani in mano allora mi sono più volte rimboccata le maniche. Come?

L’ho ripulito personalmente più volte (guarda QUI ho le prove) da cartacce buttate a terra, mozziconi di sigaretta, lattine, bottiglie, e tutto ciò che puoi ritrovare dopo una serata tra amici incivili senza un bidone sotto al culo.

All’unico scivolo che c’era è stato dato fuoco nel 2018 e i campi da basket sono senza tabellone da tempo ormai remoto. Un casottino messo da una parte è tutto pieno di graffiti, così come la ludoteca stessa, panche rotte e muretti tutti pieni di scritte.

Sì insomma non mi dilungo. In una parola? Brutto.

Creiamo un posto bello per i bambini

Non per me, non per i negozianti, non per gli abitanti della Leccia, non per i turisti, no! Facciamolo per i bambini che in questo posto ci abitano, si ritrovano, ci giocano e ci crescono. Così che possano crescere in un posto bello.

Questo chiederò a chi di dovere all’incontro che si terrà in Comune. Di impegnarsi concretamente per rendere reale la trasformazione. Piantiamo alberi, ripuliamo dalle scritte i muri e le panchine, sistemiamo i muretti rotti, ripristiniamo i tabelloni da basket.

Io ho intenzione di rimboccarmi le maniche. Per questo chiederò in che modo posso intervenire per creare una collaborazione sinergica tra Comune e cittadino. Per il parco e per il bambino.

La chiudo con una rima e alla prossima puntata. Perché lo so che non state nella pelle…!

Cena in bianco: uno sbattimento che ripaga.

cena in bianco 2018

L’hai letto sul Tirreno? E’ uscita la data che in tanti aspettavano da tempo. Quella della cena in bianco a Livorno. Signori e signore tenetevi liberi e non prendete impegni per il primo Settembre, che il bianco vi aspetta!

Noi livornesi è già da fine Giugno che domandiamo ai nostri vicini di ombrellone dove si sarebbe svolto il bianco evento. Bene, il Tirreno ci ha svelato anche questo dettaglio. Quest’anno si svolgerà all’ippodromo Caprilli, luogo che sta cadendo a pezzi, perché chiuso e abbandonato da ben due anni.

Leggi tutto “Cena in bianco: uno sbattimento che ripaga.”

Fa caldo e non sai cosa fare con i tuoi bambini a Livorno? Ti porto a scoprire una piccola soluzione alla Leccia.

cosa fare a livorno

Cosa fare a Livorno d’estate con i bambini se non vuoi farli cuocere al sole? Fai un salto alla Leccia. Ti spiego cosa puoi fare in un caldo giorno d’estate, in un luogo tranquillo.

Sto parlando del viale alberato di cipressi, che si trova in zona la Leccia a Livorno. Il viale è lungo circa 300 metri ed offre una soluzione per chi non ha voglia di cuocere al mare d’estete.

Luogo insolito e per i più, sconosciuto. Offre invece una situazione molto interessante che ti permetterà di trascorrere qualche ora in perfetta tranquillità con l’ombra sulla testa. Per il bene di tuo figlio e, perché no, anche del tuo!

Come ci arrivo?

Puoi raggiungere il viale alberato da due diversi ingressi. Uno da via Guadalajara e l’altro da via Giotto, sempre naturalmente in zona la Leccia a Livorno.

Da via guadalajara il parcheggio è garantito, non ci sono né lettere né stalli blu. Puoi parcheggiare a destra o a sinistra, da fare attenzione ai cartelli di pulizia delle strade i giorni di mercoledì e giovedì. Se entri da questo lato, non ci sono servizi, c’è solo una grande catena da scavalcare o da aggirare per entrare direttamente nel viale.

Da via Giotto, invece accedi prima al parco giochi della Leccia ed oltrepassato questo puoi raggiungere il viale. Anche in questo caso il parcheggio non manca, la strada da fare sarà maggiore (circa 200 m). Ed incontrerai per prima i servizi offerti dal centro commerciale, come la farmacia, panificio, bar…

Chi me lo fa fare di venire? alcuni aspetti positivi

Se non sai cosa fare a Livorno d’estate con i tuoi bambini piccoli, raggiungere questo viale alberato alla Leccia può essere una valida soluzione. Ecco perchè:

  • si raggiunge e si parcheggia facilmente
  • è sempre all’ombra
  • i neonati in carrozzina si addormentano
  • i bimbi più grandi si possono divertire con la bicicletta
  • ci puoi portare il tuo cagnolino a passeggio
  • puoi raggiungere a piedi il centro commerciale la Leccia

Puoi vedere direttamente questo posto grazie ad un video che ho fatto su YouTube. In modo che tu possa scegliere direttamente da casa se ti può piacere come soluzione.

Dove arrivi percorrendo il viale alberato

Se percorri tutto il viale alberato da via Gadalajara arrivi al parco di via Giotto alla Leccia che dai primi di Marzo 2019 si è rinnovato. Puoi leggere quanto stupore avevo quando l’ho visto per la prima volta, in un mio post.

Per noi abitanti di questo quartiere è stata davvero una piacevole sorpresa, sopratutto per chi come me ha bambini piccoli. Sono stati installati dei giochi e così il parco, prima completamente abbandonato e mal frequentato è ritornato a vivere!

Puoi anche vedere con i tuoi occhi come ho ripulito tutti i giochi con una spugnetta dopo che erano stati scritti con un bel pennarello nero indelebile. Esattamente dopo una settimana dalla loro installazione.

Ecco quindi cosa puoi fare a Livorno d’estate con i tuoi bambini, vieni a fare un salto alla Leccia oppure puoi trovare un’altra soluzione che ho scritto nel mio blog.

Seguimi nel mio girovagare in questa città che.. A VOLTE PIACE.

Con il caldo un’alternativa valida al solito mare: un giorno a Villa Fabbricotti, una villa tutta da scoprire.

Fa caldo e non sai cosa fare con i tuoi bambini a Livorno? Vi porto a Villa Fabbricotti per godere del fresco in compagnia.

villa fabbricotti, livorno
villa fabbricotti, la casina dell’ex custode.

Io ci sono stata ed ho portato con me Dario di quasi 3 anni e Lapo di circa 2 mesi. La trovo una valida alternativa per chi come me vuole evitare il caldo afoso di questi giorni.

Certo un tuffo in mare è sempre un buon alleato contro le alte temperature. Ma se hai bambini piccoli è meglio evitare e così vi faccio scoprire cosa può offrire questa Villa così antica e così viva.

Uno dei cuori verdi di Livorno. Dove il tempo sembra essersi fermato. Dove puoi ritrovare quelle stesse panchine in cui trascorrevi i pomeriggi insieme ai nonni. E dove ora puoi sentire le risa dei tuoi bambini.

un giorno in Villa Fabbricotti

Ecco cosa fare a Livorno se fa caldo e non hai intenzione di andare al mare. Villa Fabbricotti può essere una buona soluzione.

E voi ci siete mai stati? Ma certo che sì che domanda! Raccontami come la vivi e condividi le tue giornate tipo in questo luogo un po’ magico.

Dove partorire? Ecco come ho scelto di partorire a Livorno.

La domanda che nasce spontanea dalla 25 esima settimana in poi è: dove partorire? Meglio Pisa o Livorno? Ecco in base a cosa scegliere.

Ovviamente non esiste una risposta certa e univoca ma esistono esperienze e vissuti. Sono qui per raccontarvi quali differenze ho potuto raccogliere e in che modo mi hanno aiutata a scegliere la struttura più congeniale. Così che anche voi che siete alla prima gravidanza e che vi domandate dove partorire, possiate farvi un’idea più precisa prima di scegliere in via definitiva.

Sono alla seconda gravidanza e anche per la prima ho scelto l’ospedale di Livorno, un po’ per comodità un po’ per i racconti che ho raccolto e che mi hanno fatto scegliere in base a ciò che credevo fosse di primaria importanza. Vi dirò personalmente cosa mi ha fatto scegliere Livorno, cosa ha confermato la scelta e in che modo invece, ha tradito le mie aspettative.

I racconti che ho potuto raccogliere sulle due diverse strutture: quella di Pisa e quella Livorno.

Partiamo con quello che si sente dire sulla struttura e sulle camere. Per capire insieme dove partorire e come scegliere.

A Livorno il reparto ottavo primo è stato rifatto completamente da pochi anni, perciò la struttura risulta essere nuova, moderna, e piena di quei comfort che possono risultare utili per mamme, neonati e parenti.

A Pisa invece si racconta che il reparto non è mai stato cambiato e non vi sono mai state apportate modifiche strutturali. Risulta perciò un po’ vecchio, datato e privo quindi di di quegli ausili che possono essere utili nel momento del parto. Come per esempio la vasca per le immersioni in acqua, i grandi palloni di gomma una sala parto spaziosa colorata e con gli strumenti per poter essere libera di partorire in piedi o seduta. Strumenti e colori che rendono l’ambiente più piacevole e rilassante.

Così come le strutture appaiano molto diverse tra loro, diversi sono anche i metodi che si utilizzano nelle due città. Mentre a Livorno la neo mamma è lasciata libera di scegliere come poter partorire e come poter svolgere il proprio travaglio, si dice che a Pisa non si lasci così tanta libertà. A Pisa infatti il parto è più “ospedaliero” il travaglio viene fatto nella propria stanza e in sala parto si partorisce categoricamente sdraiata sul lettino, proprio come si vede nei film.

Io aggiungo che a Pisa essendo un’ospedale universitario, è molto probabile, se non certo, che al momento del parto tu possa incontrare un gruppo numeroso di studenti che siano alle prese con il loro “primo caso sul campo” che guarda caso sei proprio tu! A me personalmente questo pensiero turbava un po’.

Di contro si sa che a Pisa sono molto più ferrati per risolvere eventuali problematiche che si possono verificare durante il parto o la gravidanza. C’è il reparto di neonatologia che è dotato di tutta la strumentazione tecnologica necessaria per garantire la sicurezza dei neonati che necessitano delle cure ospedaliere intensive. Cosa che manca a Livorno. Se vengono riscontrati dei problemi per mamma o bambino viene così ovviamente indicato di scegliere il reparto di Pisa.

Come viene gestito il neonato nelle due diverse strutture.

Altra differenza tra le due diverse strutture è la gestione del piccolo appena nato. A Livorno il piccolo ti viene lasciato in collo per tutto l’ora successiva al parto così che tu e il tuo compagno possiate godere del miracolo appena avvenuto in totale libertà e nella sua più totale interezza. Con l’aiuto dell’ostetrica il bambino viene attaccato subito al seno e pulito solo dopo un’ora che lo tieni in braccio.

Anche durante il giorno e la notte a Livorno il bambino dorme nella tua stanza e puoi così averlo sott’occhio 24 h, con la possibilità di allattarlo e cambiarlo e coccolarlo in ogni momento. Questa modalità si chiama rooming in e sta prendendo sempre più piede. Nella struttura di Pisa invece, il neonato viene portato nella nursery e accompagnato in camera solo in alcuni momenti della giornata.

Queste sono le caratteristiche principali e le differenze tra le due diverse strutture ospedaliere. Sarai te a dover scegliere tra ciò che risulta essere a tuo parere, di primaria importanza. Da questa descrizione puoi farti un’idea a grandi linee. Ti consiglio comunque di visitare, con le ostetriche o con il gruppo pre parto, direttamente le strutture in modo da scegliere “con la pancia” dopo aver fatto tutte le domande che più ti premono.

Quali punti a favore della mia scelta e quali le aspettative tradite.

Il reparto di maternità a Livorno è molto curato, le stanze sono grandi con due posti letto. Risultano spaziose ed il bagno in ogni camera permette di avere la giusta privacy e la necessaria comodità. Le stanze sono luminose, molto pulite (questo dipende anche da chi ti trovi come vicina di letto) e nuove. Confortevoli e colorate. Insomma piacevoli da vivere.

Il personale è stato all’altezza delle mie aspettative. Giovane e in grado di sostenerti in quei momenti che ti sembrano non passare mai. Capace e non troppo invadente, ti lascia il giusto spazio per poter condividere il momento così delicato con il compagno e familiari. Al contempo è, sempre disponibile per chiarire dubbi o risolvere dubbi o problemi.

Il fatto che mi abbiamo permesso di tenere in braccio il piccolo Lapo per un’ora dopo il parto mi è piaciuto molto. Ci hanno lasciato nella sala parto per un’ora da soli con il piccolo e sono davvero momenti preziosi per creare quel legame indissolubile, che durerà tutta la vita.

Di contro alcune note negative che hanno tradito le mie aspettative. Ho fatto il travaglio durante la notte, e l’ho fatto tutto interamente in camera, quando accanto avevo un’altra ragazza. Questo non mi ha permesso di muovermi molto anche se, l’unico posto dove stavo meglio era seduta sulla sedia con la testa appoggiata sul cuscino.

Non mi è molto piaciuto che intorno alle 6 abbiamo fatto uscire mio marito dalla stanza. Verso le 7.30 mi sono trovata da sola a chiamare le ostetriche per dirgli che qualcosa era cambiato. Quando la dottoressa è arrivata il camera per visitarmi, mi ha portata in urgenza in sala parto con la sedia a rotelle e… Via di corsa a far nascere il piccolo Lapo.

E infine come cosa non molto positiva, ho preso un’infezione che ha fatto sì che mi sia venuta la mastite. Sono riuscita a guarire dopo 10 giorno di antibiotici, ma assicuro che non è stato molto piacevole.

E’ tempo di scegliere dove partorie

Ti ho raccontato le differenze principali tra le due strutture ospedaliere, quella di Pisa e quella di Livorno. Ora prenditi un attimo per pensare a tutte quelle che per te possono essere punti di forza e punti di svantaggio e scegli serenamente e “con la pancia”. E’ difficile consigliare perché ciò che per me risulta essere un fattore positivo può essere da te visto come nota negativa.

Comunque sceglierai, sceglierai bene. La cicogna sta arrivando e porterà con se’ la maggior quantità di stupore e gioia che si possa mai immaginare. Ricorda il segreto è respirare e goderti ogni momento, a prescindere da dove ti trovi. Cliccando qui puoi approfondire tutte le caratteristiche della struttura ospedaliera di Livorno

Scriverò prossimamente la mia personale esperienza e mi piacerebbe leggere anche le vostre. Commentate e scrivete per essere di aiuto alle pancione di oggi e, mamme domani.

Venite con noi allo Scampolo: per una cena tutta fuori dagli schemi.

Come si mangia allo Scampolo? Non è la domanda principale da farsi, anche se a tutti gli effetti è un ristorane. Perché? Ve lo spiego subito.

1. Come si presenta il locale dello Scampolo

Tanto per iniziare, da fuori, questo locale non si capisce tanto bene cos’è. Potrebbe a primo impatto sembrare un pub, o una sala da gioco o una sala da biliardo. Le luci infatti sono soffuse e tendenti al verde. Ma per i più coraggiosi che varcano la soglia le cose possono cambiare.

Entrando non si entra veramente. Nel senso che c’è anche un’altra porta per entrare in modo definitivo, e nel frattempo ti trovi in una sorta di limbo. Un piccolissimo atrio circolare pieno di immagini e quadretti. Sembra fatto a posta per le persone più insicure che sono ancora in tempo a fare retromarcia.

Ma noi, persone coraggiose e sopratutto molto curiose tutto ciò ci ha fatto salire ancora più il desiderio di entrare. Se questo è il biglietto visita, chissà al suo interno quali sorprese ci può riservare. Ed infatti non siamo rimasti delusi. Anzi il vero biglietto da visita è ancora più bizzarro, una locandina con un orso bruno inferocito con la bocca spalancata, su sfondo nero con scritto Scampolo. Forse rappresenta l’appetito?

Ci sediamo ed inevitabilmente ci guardiamo intorno. Nessuna immagine di forchette, coltelli, pesci, o piatti tipici. Niente di così classico e comune. Qua la parola d’ordine è piuttosto stravaganza, ricerca del particolare, originalità. Non ve lo descrivo nel dettaglio per non togliervi il gusto della sorpresa. La chicca è il bagno. Mi raccomando non ve ne andate senza prima esservi lavati le mani, perché il bagno vince.

Di seguito il link di instagram del ristorante: https://www.instagram.com/p/Bk-BT9uFvnO/?utm_source=ig_web_options_share_sheet

2. Come si mangia a lo Scampolo

Era un Lunedì di un giorno speciale. Il mio compleanno. Ed essendo il primo di Aprile pensavo che mi avessero fatto uno scherzo, invece era vero il locale era tutto per noi. Io mio marito Michael ci siamo accomodati e gustati l’intera cena testa testa. Per noi non poteva andare meglio, per il proprietario forse poteva andare meglio..

Se il locale si presenta in questo modo fuori dal comune chissà, ho pensato, come sarà il menu. Ed infatti non mi sbagliavo di tanto. Il menu è scritto su una lavagnetta che ti lasciano sul tavolo. Ed i piatti sono curiosi, con abbinamenti particolari che ti fanno venir voglia di essere tutti provati.

Dopo una lunga consultazione, riusciamo a deciderci e a ordinare. Gamberi, tagliolini alle alici, spaghetti aglio olio, peperoncino e ricci. Per secondo un burrito con polpo e non ci siamo lasciati scappare nemmeno il dolcino alla fine. Insomma ci siamo trattati bene. E ne è valsa la pena.

burrito di polpo

Devo dire che personalmente mi è piaciuto tutto. Piatti con abbinamenti studiati, composti con professionalità, abilità e ricerca del gusto. Insomma fatti bene e buoni. Porzioni non troppo abbondanti che ti fanno finire e gustare un piatto dietro l’altro. Senza lasciarti un senso di pesantezza alla fine.

La ciliegina sulla torta è stata sicuramente per mano della cameriera che di tanto in tanto ci portava due fette di focaccia calda. Ora non so dire se questo trattamento è stato riservato solo a noi dato che eravamo l’unico tavolo nel locale, oppure se fosse un trattamento dedicato a tutti in qualsiasi serata.

3. Tiriamo le somme

Allo Scampolo siamo stati bene, il locale ci è piaciuto ed il menu anche. Sono rimasta colpita dall’arredamento e dalla ricerca dei piatti, che risultano particolari ed unici. E’ un continuo guardarsi intorno e cogliere le particolarità di arredamento e di scelte di forme e colori.

Location: stravagante, coinvolgente, simpatica e bizzarra. Sicuramente mai visto niente del genere. Se volete una cena in un posto classico e sobrio lo Scampolo non fa proprio a caso vostro. Qui si viene per uscire dalla quotidianità per rompere gli schemi all’ora di cena.

Menu: all’altezza delle aspettative. Aspettative che nascono dalla stravaganza del locale. Il menu risulta ben studiato, adatto a chi mangia carne, pesce formaggi o esclude uno o più elementi di questi, insomma adatto a tutti. Con degli elementi di novità e di ottima combinazione e fusion con tradizioni oltreoceano.

Servizio: impeccabile. La ragazza ci ha accolto immediatamente e ci ha accompagnato con attenzione e cura per tutta la cena, regalandoci la giusta attenzione mai invadente. Forse molto facilitata dal fatto che eravamo solo io e Michael nel locale, o forse no.

Conto: onesto. Anzi a dire il vero una spesa medio bassa per ciò che abbiamo scelto e mangiato. Non ci siamo fatti mancare nulla ad un modico prezzo di 70 Euro. Mai vista l’acqua ad 1 Euro che ci è stata alla fine offerta. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal conto.

Se vogliamo trovare proprio il cosiddetto pelo nell’uovo una pecca l’ho trovata. Lavorando all’Ikea conosco molto bene gli articoli in vendita in questo mega store, perché vi dico questo? Perché non mi è piaciuto che il pane e delle salse venissero serviti in dei portacandele. Ma come ho detto è proprio una raffineria.

Ci torneremo? Sicuramente sì, anzi non vedo l’ora, perché sono diverse le cose che mi sono rimaste fuori dalla mia ultima scelta e che mi piacerebbe poter assaggiare.

Vi saluto cari amici e alla prossima recensione di un bel o buon ristorantino a Livorno. Nel frattempo vi invito a leggere le recensioni delle nostre avventure trascorse nei diversi locali sempre livornesi, che potete trovare nella pagina della rubrica del Giovedì.

Modo poco conosciuto di salutare l’anno.

Con un metodo simpatico e divertente.

Se hai due minuti di tempo ti consiglio di fare un gioco poco conosciuto in famiglia che risulterà essere divertente e simpatico. Cose da abbandonare e buoni propositi per l’anno che viene. Nel video spiego come fare ad organizzare e raccogliere quelli che sono i momenti da abbandonare dell’anno appena trascorso e come scrivere invece quelle attività da promuovere per l’anno che ha bussato alle porte.

Se non hai due minuti, ne basta uno! Può risultare buffo o stupido mentre si scrive, ed è vero, ma quando dopo un anno ritroverete quel foglietto tutto stropicciato, vi garantisco che vi farete grosse risate. E solo allora capirete che sono stati due minuti spesi bene.

Questo modo poco conosciuto di salutare l’anno vi potrà dare nuove spinte, o nuovi spunti di riflessione. L’importante è farlo e divertirsi, e se condividete il momento con qualcuno in famiglia sarà anche più divertente! Noi lo abbiamo provato e vi garantisco che abbiamo fatto grosse risate.

Siate estrosi, osate almeno nei pensieri e nei desideri. Più sarete fantasiosi e più sarà divertente! Guardate il video e buon gioco a tutti.

Di che si tratta?

Il Gioco in questione è molto facile! Basta prendere carta e penna e sedersi a tavolino con chi desiderate. Ci sono una serie di frasi da raccogliere ed elaborare da suddividere nell’anno che se ne va e nell’anno che viene.

Questo è il procedimento: prendete un foglio di carte e dividetelo in due parti. Nella colonna di sinistra scriverete “anno che va 2018” nella colonna di destra invece scriverete “anno che viene 2019”. Ed il più è fatto!

Se non avete ancora preso carta e penna! Forza e coraggio io ti aspetto, ma non ancora per molto! Iniziamo nel descrivere cosa inserire nella colonna di sinistra: anno che va 2018

  1. canzone
  2. il giorno più brutto
  3. il giorno più bello
  4. realizzazione
  5. mi sento più grande perché..
  6. consapevolezze acquisite
  7. cosa hai lasciato o lasciato andare

Proseguiamo adesso a compilare invece la parte restante, quella di destra: anno che viene 2019

  1. aspettative
  2. desiderio
  3. cosa abbandonare
  4. cosa acquistare
  5. frase

Visto? Te lo dicevo che era facilissimo! Per concludere mettete in basso la data e infine le vostre firme! Così che l’anno dopo, quando lo leggerete non avrete nessuno dubbio e non potrete dire.. -“Ah no! Quello non lo posso aver scritto io!!”

Sarebbe bello fare una versione anche per la nostra bella città di Livorno. Adesso ci studio qualcosa per realizzare un foglio simile a quello appena descritto. Quello che abbandona e quello che si aspetta Livorno dall’anno che viene, se lo creo ve lo farò presente! Per il momento concentriamoci sul nostro foglio.

Vi Auguro un 2019 scintillante, pieno di momenti indimenticabili!