Non farti sfuggire una sosta in Baracchina Bianca. L’ho fatto qui l’aperitivo della settimana.

Anche questa settimana si tratta di un aperitivo, ma stavolta vi porto nella famosissima Baracchina bianca.

Il posto è sicuramente tra i più belli di Livorno è vicinissima al mare, e da dove puoi scorgere la piccola chiesa di san Jacopo.

E’ un posto strategico, dove grandi masse si incontrano per poi spostarsi a cena o nei locali a ballare. E’ sempre piena dalla mattina a sera.

All’ora dell’aperitivo si colora dei colori del tramonto e si aggiunge dunque una nota in più. Sono molti i camerieri che girano tra i tavoli e molti i ragazzi dietro al bancone a preparare cocktail o caffè.

Per ordinare puoi chiedere direttamente al bancone oppure sederti al tavolo e aspettare che si avvicini qualcuno a prendere la comanda. Occhio che, la differenza è netta.

Nel primo caso sei sicuro che la tua bevuta potrà essere accompagnata da qualche stuzzichino essendo il bancone allestito per l’occasione con verdure, noccioline, crostini e crocchette, nel secondo caso no.

Se ti siedi al tavolo infatti non so perché, né in base a cosa, il vassoio delle cose da mangiare a volte te lo portano a volte no. A noi è successo due volte di fila di andare, ordinare da bere e non ricevere nient’altro che i due bicchieri e il conto.

Se ti dovesse arrivare al tavolo il piattino con gli snack non è affatto male, ci sono all’interno tramezzini pizzette o sformati vari in più le noccioline e le patatine. Insomma carino da vedere e buono da gustare.

Il problema in questo posto è uno solo e non di poco conto.

L’assalto dei piccioni è inarrestabile. Come un tavolo si alza arriva una baraonda di piccioni famelici pronti a divorare tutto. Ed il problema non si ferma se comunque rimani a fare la guardia al tuo vassoio. Ti volano intorno pronti a mangiarti tutto se ti distrai e ti volano sulla testa come se nulla fosse. Il piccione è intramontabile ma sempre molto fastidioso se non rimane al suo posto.

Tiriamo le somme

Location: tra le più belle della città, un bar curato e ricco che si affaccia sul mare, ottimo punto di ritrovo e occasione per farsi vanto a Livorno. Nota dolente: il piccione che svolazza sulla tua testa.

Menu: per l’aperitivo il buffet è vario, non troppo abbondante ma con stuzzichini mai banali.

Servizio: buono in generale, anche se può capitare che se trovi molta gente al tavolo si rallenti un po’..

Conto: medio-alto. Due bicchieri di prosecco e un biscotto per il bimbo 15 euro.

Ci torniamo? Naturalmente si. Forse non per l’aperitivo ma per berci un caffè di pomeriggio.

Segui la rubrica del giovedì, dove ogni settimana parlo di locali, bar e ristoranti di Livorno.

Racconta la tua avventura nei commenti, se anche tu ci sei stato condividi con me la tua storia.

E.. alla prossima settimana!

 

 

Per un aperitivo in compagnia, Vizi e Virtù non delude.

Se prima di cenare vuoi fare un aperitivo a Livorno i posti non mancano e stanno anche aumentando come chiocciole dopo la pioggia.

Ma dove andare?

Questa settimana vi parlo di Vizi e Virtù un locale che rimane un po’ nascosto ma che potrà conquistarvi per la quantità di stuzzichini e piatti freddi. Perché si sa l’importante degli aperitivi è Leggi tutto “Per un aperitivo in compagnia, Vizi e Virtù non delude.”

Il re dell’ostrica a Livorno si chiama L’Ostricaio. Vi porto nel locale più piccolo che c’è in zona.

E’ già Giovedì , e non può mancare la recensione di questa settimana.

Vi voglio parlare del locale più piccolo che c’è a Livorno. Ma non per questo chi l’ha ideato e chi ci lavora si è mai scoraggiato, infatti con una buona organizzazione anche il più piccolo può apparire un re.

Lo chiamerei il re dell’ostrica non per niente si chiama L’Ostricaio.

Un’ostrica costa 3 euro e non può mancare nel mio menu quando decido di  Leggi tutto “Il re dell’ostrica a Livorno si chiama L’Ostricaio. Vi porto nel locale più piccolo che c’è in zona.”

Il pasto più importante è solo uno e va fatto come si deve.

Il corner bistro non delude.

Questa settimana per la rubrica del giovedì voglio proporre un locale che non ho ancora capito bene di che si occupa, ma che nel complesso non è male.Questa volta non posto nessuna cena o lunch veloce, questa settimana si tratta di una colazione. Ebbene sì parliamo proprio di breakfast.

Ci siamo svegliati tutti e tre nel lettone, e vuol dire una cosa sola, cioè che è il mio giorno di festa, può capitare qualsiasi giorno della settimana, dato che lavoro su turni.

Questa mattina dunque ci siamo svegliati e ci siamo detti: – ” Colazione al bar”!

Questa frase è seguita di solito da:

-una gran rincorsa nei preparativi per uscire di casa, causata dall’appetito che sopraggiunge all’improvviso appena svegli.

– in una scelta attenta e accurata del bar da individuare e raggiungere al più presto. Sì perché le alternative sono ovviamente tante, ci sono locali adatti per quando vuoi mangiare pezzi dolci buonissimi o bere cappuccini ben fatti, quando cerchi silenzio, quando vuoi invece uscire a piedi.

Questa mattina avevo totale carta bianca e questo a volte può mettere un po’ d’ansia e creare tensione nella coppia. Ma non per me e non oggi. Io infatti sapevo benissimo dove volevo andare, il bar che per il 15 Agosto era chiuso e quindi che era rimasto in sospeso.

Che la colazione abbia inizio

Parliamo del corner bistro Un locale recente di qualche anno nato a Livorno  sul mare di fronte al nautico, prestigiosa scuola superiore.

strane presenze allo specchio

Se entri si nota subito una vetrina piena di pezzi dolci uno sull’altro, frutta tagliata in barattoli, barattoli pieni di frullati non bene identificati se non da un numero posto sul tappo, il tutto molto caotico ma comunque invitante. Ancora accanto, pane, marmellate diverse, torte e chissà quante altre cose sono sfuggite alla mia vista. Sopra alla vetrina, in una cassetta di legno sei o sette scatole di merendine aperte con varietà di pezzi particolari, tipo senza glutine o lattosio o vegani, tutto intorno cartoni di bevande di riso, avena, soia o di cocco e dei barattoli contenenti muslei, vari tipi di cereali e corn flakes.

Sul muro una grossa scritta indica una sorta di menu, una lista di cose che puoi prendere ma nulla che viene descritto nello specifico.

Ecco sta a noi, è il nostro turno, Maik fa parlare me ed io ovviamente vado un pò in confusione, davanti ad una quantità del genere non posso assolutamnete prendere il mio solito cappuccino di latte di soia ed un budino di riso. Però non ho la minima idea di come muovermi così chiedo aiuto alla ragazza che pronta a servirci, e nella confusione mia mentale, domando:-“Ciao, come funziona”? La ragazza mi guarda ancora più sconcertata di me e risponde:-“In che senso”?

Apposto da qui in poi so che devo cavarmela da sola, consapevole che non riceverò nessun aiuto o suggerimento né da lei né tanto meno da Maik che accanto a me si sta occupando di tenere calmo Il Bimbo affamato, mentre cerca di scegliere nel marasma. Così senza troppe domande le chiedo uno yogurt con cereali.

Mi consegna una bella ciotola bianca abbondante di yogurt su un piatto con un cucchiaio grande, il tutto molto invitante. Mi dice che i cereali posso anche mescolarli. Ecco che rimango di pietra, che consiglio è mai questo mi domando in testa? Ovvio che li mescolo! Capisco solo dopo che voleva dirmi che potevo scegliere altri tipi di cereale da aggiungere. ahh… No, no i fiocchi di avena al cioccolato sono sufficienti.

Ecco il turno di Maik, ordina pane e marmellata di albicocche, un caffè e una brioches. Tempi di attesa molto lunghi sono però stati compensati da una colazione indimenticabile dalla bontà.

all’esterno

Lo yogurt era eccezionale, forse era alla vaniglia o forse al cocco, non ho capito bene, molto cremoso e poco acido. Abbondante.

Il pane con la marmellata è davvero notevole. Si presentano molto bene su un piatto bianco, le due fette tagliate molto grosse, di pane scuro ai cereali, tanto morbido quanto friabile, ricoperto da abbondante marmellata dal sapore delicato e non troppo dolce.

Passiamo alla scheda generale

Location: unica a Livorno, non si trova niente di simile. Curato nel dettaglio il locale appare di uno stile da grande capitale, tendente allo stile british. Un leggero caos confonde chi entra per la prima volta. All’interno infatti fa da padrone un marasma di cose, tra tavoli tutti diversi, sedie appese al muro, uno scaffale pieno di libri, tavolini sommersi di riviste, una bicicletta che fa da decorazione e altre mille cose.

Menu: Molto abbondante, ingredienti di alta qualità ottima la selezione e l’offerta.

Servizio: freddino. Di poco aiuto la ragazza che ci ha servito, ha però fatto dei piatti ben curati nel dettaglio. Belle le bottiglie di vetro messe a vista, come a comunicare il non utilizzo di plastica nel locale. Idem i fazzoletti a disposizione con la scritta 100% riciclati.

Conto: Alto a pare mio. Tirando le somme 1 brioches, un caffè, due fette di pane con marmellata, e uno yogurt al prezzo di 8 euro.

Ci torniamo? Son rimasta dubbiosa ed ho bisogno di tempo per pensarci.

Ma Sì, se capita di trovarci in zona un salto ce lo faremo, curiosa di capire come si comporta per il pranzo e la cena.

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Per il nostro appuntamento settimanale Il Limoncino, specialità di carne alla brace per questo giovedì.

Questa settimana a cena vi porto dietro casa nostra. Infatti Il Limoncino è così vicino dalla Leccia (dove abitiamo noi) che dista quasi 3 min, in macchina o in scooter.

Noi ci siamo stati a Pasqua di qualche anno fa ed avevamo un bel ricordo di questo posto, così quando abbiamo ricevuto un estemporaneo invito a cena non ci siamo tirati indietro.

La prima cosa che salta piacevolmente agli occhi è, il grande spazio sul retro all’aperto, da protagonista una tettoia circolare davvero ampia che accoglie molti tavoli ben disposti. Tutto intorno c’è una distesa di ghiaia, in fondo da un lato si arriva al letto di un fiume attualmente secco, e dall’altra al casottino dove i ragazzi del ristorante impiattano dolci, riempiono boccali di birra e preparano il conto a fine cena.

grande spazio all’aperto

La seconda cosa che noti immediatamente è che pur essendo appena 2 km Leggi tutto “Per il nostro appuntamento settimanale Il Limoncino, specialità di carne alla brace per questo giovedì.”

Un pranzo veloce a Livorno precisamente da Patata e Cetriolo. Un nome o un’allegoria?

Hai poco tempo e voi fare un pranzo veloce e buono? Questo piccolo locale ci ha incuriosito appena lo abbiamo visto aprire e subito ci siamo promessi che ci saremmo andati un giorno a pranzo o una sera a cena. Ed oggi vi racconto dell’esperienza fatta.

L’occasione si è presentata la settimana scorsa e non ci siamo fatti sfuggire la possibilità di mangiarci un piatto veloce di verdure, insalata frutta o comunque qualcosa di fresco e di stagione. O almeno questo è quello che scorreva nel nostro immaginario.

Abbiamo raggiunto Piazza Damiano Chiesa a Livorno dove è in corso un’invasione aliena dei vari “Punto” (gelato, panino, ponce) nati proprio uno di fianco all’altro nel giro di poco tempo, un po’ come fanno i funghi.

Siamo entrati nel fondo più piccolo e appena nato che si chiama Patata e cetriolo.

Il nome è tutto in programma ed ora che ci penso mi sembra che possa far riferimento ad un’immagine sessuale che contraddistingue da tempi più remoti il maschio dalla femmina, un’allegoria, sopratutto se considerate il fatto che accanto c’è il fondo del punto G.

Maliziosa io o c’è un velo di verità? Con questo dubbio, vi porto con me a mangiare un vassoio non troppo abbondante di insalata condita a vostra scelta.

Il format noi già lo conosciamo perché siamo fans datati dell’Insalateria di Pisa, un locale dove ti apparecchi, compili un foglio prestampato con gli ingredienti che vuoi aggiungere nella tua insalata, lo consegni, ti prendi da bere, ti siedi e quando senti che l’oste chiama il nome che avevi associato al biglietto, ti alzi e ti mangi la tua bella insalata.

Il tutto contornato dalla giusta dose di simpatia e goliardia.

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Voi l’avete mai visto un posto ganzo così? Il Baretto ai tre ponti, ora vi ci porto.

Qui si respira libertà, salmastro e amicizia. Oltre ad un fresco drink viene offerta della musica dal vivo niente male ed un panorama caratterizzato da splendidi tramonti in un mare che ti culla e ti trasporta a volte in una dimensione surreale.

C’è una sola parola per descrivere tutto questo ed è: estate.

la terrazza dei tre ponti

Al Baretto ai tre ponti viene tutto enfatizzato tanto che, quando ci andiamo, io mi tolgo le scarpe, cammino a piedi scalzi, mi siedo su una stuoia tutta colorata e se mettono della buona musica ballo anche un po’..

Questa per me è libertà.

Inoltre accade una cosa molto strana. Strana perché non so come sia nata  da cosa sia partita, si ritrova un gruppo di ragazzi con gli skate e con estrema naturalezza fanno tante acrobazie e spettacolari trick! Il nostro bimbo di quasi 2 anni corre, anche lui scalzo, senza pericoli, incuriosito dagli skaters, dagli altri bambini, dalla musica e da qualsiasi altra cosa, come sempre.

Come aperitivo questo posto di solito, non offre molto, solo drink e birre ma senza nessuno stuzzichino. Questa volta però si sono ben organizzati, grazie alla presenza di una altro camioncino che offriva fritto finger food.

gente di mare

Diamo un occhio ora alla scheda generale:

Servizio: inesistente ma una buona idea è quella di offrire a tutti delle stuoie colorate da stendere in terra per potersi sedere e gustare un buon aperitivo.

Menù: ovviamente non lo contiamo questo giovedì perché qui non si viene per mangiare.

Location: Tanta roba. Tramonti alle spalle che dipingono il cielo di mille colori. Il mare ad una passo e tanta, tanta bella gente. Noi compresi..

Ci torniamo? Ovviamente sì, anche presto!

E voi ci siete mai stati, passati o capitati? Raccontami la tua avventura/disavventura, per poter condividere con il popolo livornese..

vi abbracciamo: Ceci & Maik & pezzettino

 

 

Un chiosco in Piazza Mazzini trasformato in Jhonny Paranza. il re del frittino misto a Livorno.

Il tavolo di Jhonny Paranza

Ecco dove vi porto a mangiare questo Giovedì

Il chiosco di Jhonny Paranza

Ho l’onore di portarvi in un chiosco in Piazza Mazzini, dove c’è un gran odore di fritto, dove se non vai per tempo mangi in terra e condividi la cena con piccioni e gabbiani, dove se trovi un tavolo posto a tavola devi sicuramente condividerlo con qualche sconosciuto.

Descritto così sembra terribile!

Il fatto è che se porti con te un po’ di spirito di avventura, riesci a goderti il momento e vivi la serata con il cuore aperto e in ironia, ti trovi davanti una cena con i fiochi.

Voglio esagerare: stellata. Tutto questo da Jhonny Paranza.

Siamo arrivati da Jhonny Paranza alle 19.40 e questo è un punto a nostro vantaggio, le persone erano già sedute a sgranocchiare e bere vino e noi abbiamo ordinato in autonomia. Proprio così il chiosco mette a disposizione dei pezzetti di carta, una penna ed il menu, al resto ci pensi te. Scrivi cosa vuoi e lo consegni. Aspetti che sia tutto pronto, e ti gusti ogni morso.

Una piccola pecca, è che il bere ci è stato dato solo quando ci è stato servito il  fritto era pronto.

Nel frattempo ci siamo seduti in un tavolo condiviso. Era infatti già occupato da tre signori, tanto eleganti quanto silenziosi, molto impegnati a destreggiarsi con i pesciolini della paranza. Ma a Livorno basta una parola per attaccare discorso, (come racconto in un mio post) e parlare in allegria e in amicizia con persone mai viste e conosciute prima. Così è stato. Mentre parlavamo del più e del meno con i nostri nuovi compagni ecco che il fritto è pronto e servito, portiamo a tavola un piattino alla volta, ci prendiamo del pane, tagliato e disponibile per tutti e che la cena abbia inizio.

Inizia la cena

Una marea di piatti sul tavolo, eravamo in tre ed abbiamo ordinato un sacco di cose, così potevamo assaggiare e mangiare un po’ di tutto. I piatti molto carini, a forma di piccolo vassoio, posate biodegradabili resistenti, limone e salse a volontà.

Un trionfo, buono, ma che dico buonissimo! Io non so come faccia, non è nemmeno unto!

frittura mista

I discorsi con i nostri nuovi amici di tavolo proseguono, ci troviamo a parlare di tortelli, cappelletti, pasta fatta in casa, di Padova, Como e delle diverse tradizioni. Loro sono importati a Livorno, e questa città la conoscono molto bene.

in arte il Sig, Jhonny Paranza

Da noi a Livorno se pensi al fritto pensi a Jhonny anche perché in 10 anni di attività è cresciuto moltissimo. Trovi punti vendita dislocati non solo a Livorno ma anche a Pisa e all’isola d’Elba.  Con servizio di trasporto a domicilio.

Tiriamo le somme

Location: un chiosco immerso tra i palazzi della vecchia Livorno, circondato da verde. Niente male per niente.

Serviziosenza-servizio impeccabile. L’ordine lo scrivi su un biglietto, ti apparecchi e riordini la postazione. In autonomia.

Menu: da ristorante stellato, tutto esclusivamente fritto.

Bello il concetto di utilizzare Zero plastica, tutto è compostabile.

Jhonny Paranza non è solo fritto. E’ qualità, ironia, leggerezza. ed eccellenza. Ha ridato vita ad una Piazza deserta ed offre un punto di ritrovo ed aggregazione.

Voto dieci. In due parole: mi piace! grazie per la collaborazione. Ceci&Maik

Questa settimana vi porto a mangiare al Castellaccio, al quasi storico ristorante Ciaponi.

Per la rubrica del giovedì questa settimana vi voglio parlare di un ristorante che conosco praticamente da sempre e che ha apportato cambiamenti negli anni ma non troppi, rimanendo in questo modo, tipico e vissuto.

Il ristorante Ciaponi al Castellaccio.

Come dicevo lo conosco da sempre perché essendo cresciuta a Montenero e frequentando amici e amiche nella zona alta di Livorno ovvero il Castellaccio, in questo locale ci capitavo spesso.

Ci siamo andati a cena ieri sera con tutta la famiglia, e pur essendo un normalissimo martedì devo dire che era pieno di gente. Perché a Livorno si sa: anche se ‘un c’hai i vaini, per andare a cena fuori li trovi! (frasi tipiche degli abitanti di Livorno).

Il ristorante ha una bella terrazza, ben ombreggiata di giorno, dalla quale puoi godere di uno spettacolo introvabile a Livorno. Vedi le colline, verdi, verdissime, ricche di boschi e alberi che cascano con le loro dolci e morbidi curve direttamente in mare, e come puoi immaginare, ai tramonti offre lo spettacolo più bello. Quando tutto si colora di rosa, rosso ti puoi godere un tramonto bellissimo e le sfumature di colori che fanno risaltare il tutto.

Si scusate mi sono lasciata prendere dalla vena romantica che è in me. Allora bando alle ciance e vayamos al grano, come dicono gli spagnoli, cioè andiamo al punto. Come abbiamo mangiato? Devo dire bene! Anche se l’aspetto sembrerebbe del tutto casalingo e da osteria, il menu spazia molto ed è molto ricercato, con grande varietà di primi di mare!

In una parola: bono!! e il risotto di  mare speciale!

Detto questo passiamo a vedere invece quegli aspetti che possono essere migliorati. Sicuramente la pizza. La mia mamma, non si sa perché, ha ordinato una margherita e per tagliare uno spicchio da farci assaggiare si è dovuta mettere d’impegno! Sul dolce sono rimasta molto sorpresa dal fatto che servissero il meringato, che è fuori ogni dubbio il mio dolce preferito e che in questa città puoi trovare la perfezione con standard altissimi, qui invece in versione “rivisitata”, buono ma non da soddisfare le mie aspettative, che come ho detto sono alte.

E poi la nota dolente, che è un dettaglio talmente piccolo che anche se la scrivo non faccio male a nessuno, il cucchiaino del caffè in plastica. O perché mi sono chiesta? E me lo sto chiedendo tutt’ora. Forse avevano finito quelli seri o forse non ce li hanno mai avuti. con questo dubbio che mi assilla vi lascio e vi saluto presentando il resoconto della serata.

Location: da dieci se riesci a conquistarti un posticino fuori sotto il pergolato. Soprattutto d’estate quando riesci a prendere quel soffio di vento fresco.

Servizio: senza gioia né dolore. Ragazzi giovani e disponibili.

Piatti: buoni, notevoli i primi di mare.

Da tornare ? Sì certo che sì.

Un saluto caloroso da ceci&maik.

 

 

 

Ristorante Sud, affacciato sui fossi della Venezia, offre prodotti ricercati ed originali.

Per la rubrica del giovedì qusta volta vi voglio parlare di una importazione pisana. E lo so che già vi starete lamentando, ma devo dire che quando un’ idea ha successo in questo campo, di solito è perché viene offerto cibo buono o vengono offerti buoni alcolici. Per SUD ristorantino nato a Pisa e aperto da 3 anni nel quartiere la Venezia è valida più la seconda opzione.

la Venezia
quartiere Venezia

Non che non si mangi bene ma la miglior caratteristica di questo posto è fuori ogni dubbio la varietà di liquori e amari. Proprio da non far invidia a nessuno!!!

Maik che è nato a Pisa lo conosceva bene e nelle nostre prime uscite nella movida pisana era tappa obbligatoria, crema di cioccolato bianco, nocciola, amari strani e poi lei la mia preferita in assoluto, sambuca e liquirizia, che chiamano sambulizia, che è proprio una delizia!

Appena tornati da una vacanza di 5 giorni in Sardegna, eravamo carichi di nuove idee, progetti e con una spinta in più. Sì perchè a noi i viaggi ci accendo sepre qualche lampadina. Così io e Maik avevamo proprio bisogno di riorganizzarci davanti a un buon vinello fresco. Ci siamo concessi una cenetta in questo carinissimo posto che con i suoi tavolini si affaccia sui fossi della Venezia, così pittoreschi, colorati pieni zeppi di barche e gabbiani.

Il servizio non era previsto perché nel menu c’è scritto chiaro e tondo che ti devi apparecchiare e, ordinare al bancone e sedere. Così mi sono avvicinata al bancone per ordinare e il ragazzo, molto del sud, mi ha detto che potevamo accomodarci e avrebbe pensato a tutto lui. Un mito.

Ceci Maik

Abbiamo ordinato due taglieri vegetariani: uno grande l’altro piccolo. Abbiamo apprezzato molto ma non aspettatevi di mangiare come in un ristorante o come in un’osteria, crostini con creme e paté, funghi e verdurine sottolio molto rustici e spartani e buoni formaggi.

Ecco che dietro di noi si siede Il famoso comico livornese Stefano Santomauro e la serata si accende e si anima. Mi avvicino per un selfie così rompo il ghiaccio e finiamo col chiudere serata tutti insieme, noi, Santomauro e i ragazzi proprietari del locale.

Ho detto che se avesse vinto il Belgio ai mondiali ci saremmo rivisti perché gli avrei offerto una cena. Come sapete tutti il Belgio è out! Porca di quella miseria! Ora voglio fare un appello a Stefano, La cena no, ma magari un aperitivo te lo vorrei offrire comunque! Perché è troppo forte!

Per concludere posso dire che:

Location: spettacolare, sicuramente più il fuori che il dentro.

Servizio: buono, infatti non conta solo l’apparecchiatura quello che serve in un locale è proprio la voglia di parlare di farsi conoscere, di scambiarsi opinioni, ridere insieme e salutarci dicendo ci vediamo presto.

Prezzo: devo essere sincera che non ricordo quanto abbiamo speso ma sicuramente onesto e fattibile.

Da tornarci: sicuramente sì. E questa volta per assaggiare un panino che era molto invitante.

E voi ci siete stati? raccontaci la tua storia.

Ringraziamo lo staff: Ceci e Maik