Mad Sushi: stasera si cena a casa.

sushi a livorno

Parola d’odine sushi. Ma non di quello a cui siamo abituati, questo è diverso.

Per mangiare questo tipo di sushi, occorre a parer mio, un evento, una festa, un’occasione particolare. Proprio perché non è come tutti gli altri, ha qualcosa di diverso. E’ diverso.

Diverso perché’

L’ho già ripetuto tre volte. Sì è un sushi diverso quello che trovi da Mad Sushi ed ora vi dico il perché. Innanzitutto è solo ed esclusivamente da asporto. Ebbene sì non esiste un locale dove mangiarlo espresso.

La formula di questo locale è rigorosamente “a domicilio”. puoi telefonare ed ordinare, leggerti il menu a casa o sfogliarlo in negozio, guardare cosa ti offre sui volantini, però alla fine lo prendi e lo porti a casa.

Altro motivo per cui si differenzia Mad Sushi da tutti gli altri negozi e ristoranti di sushi è la gestione. Gestione italiana. Infatti la ragazza, la titolare, l’ideatrice è italiana. Con una forte passione per i “rotolini di riso”.

Ho avuto l’occasione di scambiare due parole con Maddalena, per farmi raccontare la sua storia. Perché mi incuriosiva molto il fatto di come può una ragazza avvicinarsi tanto al mondo della cucina giapponese, così tanto da aprire un negozio tutto suo.

-“Mi sono avvicinata quasi per caso e mi sono specializzata per passione”. questo è quello che mi ha detto e d ecco che subito ho capito l’ingrediente che avrei trovato in più rispetto agli altri locali che conosco. La passione.

Immaginavo inoltre forse una storia lunghissima, che durava da una vita, forse perchè era crescita in Giappone, o perché i genitori viaggiavano molto, invece si è avvicinata al sushi solamente 5 anni fà.

Se vai da Mad Sushi oltre a trovare il sapore che è buono e gustoso, trovi la cura al dettaglio. Niente infatti nei suoi piccoli vassoi e disposto a caso, ogni forma e colore e associazione sembra studiato ad opera d’arte.

sushi a cena
sushi a cena

Infine l’ho trovato diverso anche per la cura che è stata messa nella scelta degli oggetti da asporto, La busta con cui esci è di carta molto resistente ed elegante, così come il bicchiere col tappo per il ramen e le scatoline per il sushi.

Se invece avete voglia di una cucina classica e tipica vi consiglio La cantina, se volete rimanere su una cucina non italiana vi consiglio l’indiano

Tiriamo le somme

MENU: ampio, per tutti i gusti. Se lo specifichi puoi adattare un menu vegetariano o addirittura vegano. Trovi dai classici della cucina giapponese a cose leggermente più strane. zuppe e ramen all’ordine del giorno.

LOCATION: a parte che è un po’ nascosta, in una via non molto frequentata e poco trafficata. Appena riesci a trovare il laboratorio veni accolto subito da quello che sono le caratteristiche giapponesi. Ordine, minimalismo, cura al dettaglio in negozio. Per esempio sul bancone c’era un vaso di vetro con scritto a mano fine il nome del locale, poca acqua dentro e dei fiori bianchi veri! Ora non ricordo se erano rose o tulipani.

SERVIZIO: buono. Anche se non c’è un vero e proprio servizio perché non esiste un vero e proprio ristorante, Maddalena che prende gli ordini è una capacità e gentilezza unica. Sa consigliarti, aiutarti suggerirti ed infine ti accompagna dall’inizio a lla fine in quella che è la scelta della cena.

CONTO: salato. I prezzi sono alti non c’è niente da dire. Sarà che siamo abituati che il sushi si mangia con 20/30 euro e ti abbuffi, sarà che non abbiamo da noi molti altri termini di paragone, fatto sta che se decidi di cenare qui e siete in 4 e non vuoi farti mancare nulla il prezzo si aggira sui 90 euro.

Lo consiglio? Sicuramente sì. Vi consiglio un evento che sia un compleanno, una cena particolare per festeggiare qualche evento, oppure per un vero e proprio evento come un’inaugurazione. Situazioni in cui volte colpire gli altri.

Oggi vi porto al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone.

tè indiano

Dove si va a pranzo? Al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone dove si mangia tipico indiano e si respira India.

Qualche giorno fa’ ci siamo regalati un bel pranzo. Anzi un buon pranzo! Io e Maik, con la scusa che il bimbo più grande mangia a scuola, abbiamo deciso di regalarci un’uscita imprevista. Ebbene sì, per pranzo.

Proprio come si dice che “da un male nasce un bene” anche a noi è successo così! Nel senso che avevamo deciso di mangiarci un buon panino da Punto Panino a Livorno (scriverò presto una recensione) ed invece non siamo riusciti a trovare parcheggio.

Così dopo aver fatto mille giri nelle vicinanze, ho proprio perso la pazienza ed invece di infuriarmi (un po’ mi sono arrabbiata) ho tirato a dritto cercando di pensare ad un posto nuovo, carino e dove si mangia bene.

Avremmo potuto giocare il nostro asso nella manica, ovvero mangiare un 5e5, (puoi leggere qui la mia recensione) il panino tipico di Livorno. Oppure in Cantina Senese (leggi recensione). Che non deludono mai!

Morale della favola ecco che mi è venuto in mente il ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone. Ed il pranzo è servito da INDIA GATE.

Il pranzo può iniziare

Siamo entrati e siamo stati catapultati all’istante in India, senza mezze misure. I colori, l’atmosfera, i profumi, tutto rimanda a terre lontane piene di fascino e mistero. Un locale non troppo grande ma accogliente, colorato e caldo.

Anche senza prenotazione, i gestori ci hanno fatto accomodare e proposto subito il loro menu. Tutto da leggere e da scoprire. Sono tante le portate e quasi tutte sconosciute che attirano pertanto la curiosità del palato. Vi confesso che scegliere non è stato facile.

Ci sono piatti per tutti i gusti e per tutti proprio. Intendo vegetariani, vegani, intolleranti.. Noi ci siamo lanciati con dei fagottini ripieni di verdure, riso e piselli, una salsa con ricotta e della focaccia di patate.

piatto vegetariano indiano
piatto vegetariano indiano

Tutto squisito e di grande effetto.

Stavo per scordarmi che non ci siamo fatti mancare nulla. Come quando sei in vacanza e ti tratti da signore, così noi abbiamo preso, un cocktail per iniziare, poi due dolci al termine e persino un tè speziato. Il tutto accompagnato da un servizio veloce e non invadente.

Due sorprese al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone.

Ebbene sì. Sono state due le sorprese piacevoli che hanno incoronato questo nostro pranzo-vacanza. La prima sicuramente il conto. Con il modico prezzo di 33 euro ci siamo alzati da tavolino pieni, contenti e soddisfatti. La seconda sorpresa è stato il braccialetto omaggio post conto.

E così sono uscita urlando: l’indiano è il top! Basta proprio poco a volte per rendere felice una donna!!

ristoranet indiano a Livorno
ristorante indiano a Livorno

Tiriamo le somme

Menu: ampio, ricco, diverso che ti incuriosisce dall’inizio alla fine. Uno di quei menu che mette alla prova la tua capacità di scelta. Se sei un tipo un po’ indeciso come me, non sarà affatto facile scegliere. Ma stai sereno, se sbagli così, hai la scusa di tornarci

Location: carina, curata nel dettaglio, colorata, un vero e proprio salto in India. La pecca è il parcheggio non facilissimo da trovare, ma comunque non impossibile. Perché ci sono diverse possibilità. C’è infatti via Galileo Galilei, via Terreni o via sant’Andrea.

Servizio: niente da ridire. Ovvero il personale è serio, educato, veloce, mai invadente.

Conto: il conto è stato una piacevole sorpresa. 33 euro per aver mangiato dall’antipasto, al dolce con tè e caffè ah.. dimenticavo i cocktails.

Ci torniamo al ristorante indiano a Livorno in piazza del cisternone? Non vedo l’ora!! Aspettiamo solo la giusta occasione

Racconta nei commenti la tua avventura da India Gate!

Un panino con la “SaRsa Verde”: oggi si mangia fuori.

Un panino, ci prende la voglia di mangiare fuori a pranzo, ed oggi in particolare un panino. Sì perché la giornata si presta. Giornata limpida, fresca e con il sole!

Il sole a Livorno riscalda i cuori ed invoglia i palati, è sempre così!

E così noi come chissà a quanti altri è venuta la stessa idea di rimanere fuori a pranzo. Oltre noi quindi, i pensionati, i disoccupati, i ragazzi perché le scuole sono chiuse e i parrucchieri perché è lunedì!

riflessi miei e toui

Dove .. Si ma Dove .. E quindi Dove ..si mangia questo panino?

E subito mi sono venute in mente quelle immagini di panini e taglieri visti da poco su FB. Foto molto invitanti di piatti ricchi, vetrina ordinata e ben organizzata, e paninozzi niente male.

E allora dai andiamo da SaRsa Verde. Anche se il nome non mi fa impazzire.. ma questo per una semplice questione di gusto personale.

Entriamo

Come sapete quando entriamo noi, facciamo un po’ paura. Perché? Perché ci muoviamo in quattro, io maik e i due bimbi piccoli. Uno ancora nell’ovetto e l’altro in monopattino.

Non riuscivo a capire se il locale fosse aperto, chiuso, o aperto da poco. Ci salutano con entusiasmo e poi ognuno torna a fare quello che stava facendo. 2 apparecchiano la saletta, 1 pulisce una lavagnaetta, 1 sistema il bancone, esce il cuoco (immagino) dalla cucina (sempre immagino) e si mette fuori a parlare non so con chi, e poi per non finire arriva l’idraulico e pure un tecnico che riparava i cavi della rete.

Insomma un sacco di gente distratta e noi che non sapevamo a chi chiedere due panini e un tagliere.

Si sa che la prima impressione è molto importante. E questo vale anche per il locale che scegli. Diamo fiducia ed andiamo avanti, per vedere che succede..

Non ci credo

Finalmente riusciamo ad ordinare. Il succo per Dario non ce l’hanno. Ma non è questa la cosa a cui non credo.

Non credo ancora al fatto che ci abbiano invitato a mangiarlo fuori. Avete capito bene! Fuori perché abbiamo un panino se sceglievamo un tagliere saremmo potuti rimanere dentro.

Ora va bene che c’era il sole, ma c’erano comunque immagino 6 gradi come una tipica giornata di Dicembre. E noi non abbiamo nascosto il fatto di avere due bambini! Roba da non crederci!

Perché siamo rimasti? Vi starete chiedendo. Perché Il più grande appena ha visto dei giochini fuori non ha sentito più né freddo né caldo. Ed il più piccolo era ben coperto. E noi l’abbiamo vissuto come un pranzo che puoi fare quando sei a fare un viaggio ..

Come abbiamo mangiato

A parte la situazione quasi non reale che si è creata abbiamo mangiato bene perché i panini erano buoni.

Il pane buono anche se un po’ duro a parer mio, inglobava tutto con intesa e sinergia. Gli ingredienti ricercati e non troppo faticosi da digerire.

Tiriamo le somme

Menu: a me hanno fatto vedere solo la lista dei panini e delle pizze. Vedevo però dentro al calduccio dei grandi taglieri sui tavoli. Quindi direi ampio per un pasto veloce.

Location: strategica e carina. Strategica perché è sul mare accanto a due bar dove puoi fare sì un’aperitivo ma dove mangiare qualcosa di sfizioso è difficile, sopratutto una pizza a pranzo! Curato e nuovo dentro con un bello spazio anche esterno.

Servizio: Forse perché hanno aperto da poco e si devono ancora rodare, ma a livello di servizio direi non ci siamo. Ci hanno Lasciati fuori per mangiare un panino.

Conto: nella media. Un panino 7 euro ma dentro è veramente ben farcito. Per un pranzo veloce 22 Euro.

Ci torniamo? Ecco la domanda di rito.. devo dire la verità che no. Perchè ci sono rimasta male. Ma in questo settore come nella vita il rancore non serve. Diamo quindi un’altra possibilita a SaRsa Verde e vediamo che succede.

Magari per una pizza?..

Sempre se hai fretta e ti vuoi mangiare un panino non lasciarti scappare un buon 5 e 5 tipico della nostra città.

Questa volta a cena vi porto al Castellaccio: precisamente da Ghinè Cambrì, un ristorante per esperti carnivori.

Ghinè Cambrì

A cena vi porto da Ghinè Cambrì. Vi faccio fare tutto il circuito di Montenero fino ad arrivare al Castellaccio, una frazione di Livorno poco frequentata ma con una vista mozzafiato.

I mangiatori seri di carne e bistecche si staranno già leccando i baffi. Chi invece come noi, non mangia carne, si starà chiedendo del perché di una scelta così azzardata.

Ghinè Cambri è un ristorante che offre i suoi miglior piatti a persone carnivore di livello esperto. Appena fuori dalla cucina infatti, domina la griglia così grande che può accogliere direttamente una mucca sdraiata.

Che l’esperienza da Ghinè Cambrì abbia inizio

Il ragazzo alla porta ci ha bene accolto anche se noi di primo impatto possiamo spaventare chi lavora nei ristoranti. Infatti entriamo con un bimbo di 3 anni (attività allo stato puro) ed una carrozzina con un bimbo di appena 4 mesi.

Ho letto il menu dalle quattro alle sei volte proprio perché è stato per me difficile trovare qualcosa che non contenesse carne. Ma alla fine ce l’ho fatta!

Ghinè Cambrì
tagliolini ai funghi porcini

Tagliolini al tartufo su cestino di grana e verdure pastellate fritte. Maik invece, si è lanciato con i funghi porcini nel primo e fritti come secondo. Per il bimbo? tagliatelle al cinghiale!

Che dire dei piatti, con una parola ESAGERATI.

Come abbiamo mangiato da Ghinè Cambrì

Il livello della cucina è alto così come l’accompagnamento dei vini. Abbiamo preso un mezzo litro di rosso della casa ed era eccezionale. Non ce la siamo presa ma abbiamo notato che il cameriere non ci ha portato la carta dei vini, forse già sapeva che non avremmo retto una bottiglia intera.

Ho comunque potuto vedere alcuni dei vini esposti e regnavano etichette importanti. Bolgheri e San Giovese, riserve e non. Anche se non ho avuto modo di leggere la carta, posso dire che hanno una ricca selezione di vini.

Tiriamo le somme

Location: un bel locale a stampo rustico, con la griglia che fa da padrona dove di inverno si cuoce a vista. Consiglio per chi non c’è mai stato di godervi un bel pranzo perché con la luce del sole si gode di una fantastica vista sulle colline livornesi e le finestre non mancano. Il parcheggio è facilissimo e non guasta mai.

Menù: il menù è da 10 e lode per chi è appassionato di carne e buon vini. Per chi invece come noi, preferisce verdure e pesce è piuttosto limitato.

Servizio: buono. Il ragazzo molto cortese ci ha seguito dall’inizio alla fine con serietà e garbo.

Conto: non altissimo, abbiamo speso 50 euro per 3 primi, mezzo litro di vino, 2 contorni. Considerando che abbiamo preso tartufo, porcini e cinghiale ci è sembrato potesse andare anche meglio di come ci aspettavamo.

Lo consiglio? Sì, Ghinè Cambrì è assolutamente da provare. Anche noi ci torneremo magari di giorno e magari per assaggiare anche i dolci che a guardare quelli dei nostri vicini di tavolo sembravano davvero squisiti.

Curiosità

Vi starete chiedendo che cavolo di nome è mai questo! Ghinè Cambrì è un gioco che facevano i nostri genitori o nonni da piccoli, quando ancora si poteva giocare per le strade. Con una mazza si colpisce da terra un rocchetto che, una volta in aria, viene colpito di nuovo con forza fino a lanciarlo più lontano possibile.

Altra curiosità: questo ristorante è stato fondato da Guglielmo Prima, gloria del Rugby labronico e non solo, agli inizi come giocatore e in seguito allenatore del Livorno Rugby, con qualche convocazione da giovane nella Under 21.

Seguite le mie recensioni, ed il mio Blog con Livorno protagonista.

Un aperitivo ricchissimo a Livorno. Vi porto nella Livorno nuova, precisamente Da Guglie.

aperitivo

Se anche a te capita di girovagare senza una precisa meta alla ricerca di un buon aperitivo da fare a Livorno, ti posso consigliare il ristorante da Guglie. Dove potrai essere accolto da una lista molto ampia di vini accompagnati da un vassoio proprio niente male!

Era maggio e pioveva di brutto ma noi volevamo comunque festeggiare e farci un aperitivo con i fiocchi. Festeggiare cosa? La nascita del piccolo Lapo e dunque la possibilità di tornare a bere (sempre con moderazione) un buon spritz.

Gira te che giro io, ci è venuto in mente di andare a Porta a Mare il “nuovo centro” nato da poco a Livorno. Per comodità vince, ma come servizi ancora scarseggia un po’. Comunque avrò modo di descrivere in dettaglio questa zona in un altro articolo. Perché ora torniamo a parlare dell’aperitivo fantastico!

Veniamo accolti

Come ho detto il tempo non era dei migliori e la mia paura era quella di entrare nel locale ed esser guardati in malo modo perché la nostra intenzione non era di pranzare ma di prenderci un aperitivo anche abbastanza veloce.

Invece udite udite.. non solo ci hanno fatto accomodare, non solo ci hanno portato la bevuta al tavolo, non solo ci hanno fatto dei bellissimi complimenti per il nuovo arrivato, no. Ci hanno anche portato un vassoio di accompagnamento all’aperitivo che sembrava un banchetto!

Se vi dico cosa c’era non mi credete (ah già lo potete vedere dalla foto!) Oltre alle classiche patatine e noccioline, servite in dei cestini molto abbondanti. Un vassoio stra colmo di prelibatezze. Con tanto di verdure croccanti fritte, crostini ricoperti con varie salse, scagliozzi, e vaschette di farro e riso freddo.

Non riuscivamo a crederci!

Non è un aperitivo come da Crolina Cafè o Vizi e Virtù in cui ti sgomiti per farti un piattino. Qui è molto più tranquillo e personalizzato.

Come avrete capito dal tono della scrittura, abbiamo spolverato tutto ed apprezzato moltissimo. Questo aperitivo occasionale si è rivelato ricco e gustoso.

Tiriamo le somme

Location: arredata con stile e attenzione al dettaglio. Lo sport e il vino sono le parole chiave del locale. Sono molte le vetrine dedicate all’esposizione di alcuni cimeli dei più grandi sportivi Livornesi. E molte le bottiglie di vino che puoi trovare.

Menù: non so dirlo nel dettaglio perché non siamo andati né a pranzo né a cena. Posso dire però che il “menù” scelto per l’aperitivo era ricco, ed abbondante e gustoso.

Servizio: un’accoglienza con i fiocchi fatta di calore ed attenzione. Una nota positiva sicuramente va alla cordialità. Poi è da specificare che il locale era ancora vuoto e dunque come spesso accade, con il caos può variare.

Conto: 15 euro con 2 bevute un vassoio pieno ed un succo di frutta per il fratello grande. Mi aspettavo un conto più salato ed invece così, questo locale ci ha lasciato con la curiosità in bocca.

Quella curiosità positiva che ti ricorda di doverci tornare una volta o l’altra. La prossima volta però non per un aperitivo ma per un pranzo o una cena!

A dimenticavo, per digerire, sempre se non piove, puoi farti una passeggiata nei dintorni tra mare e barchette e navi.

E allora, ciao Guglie e a presto.

Venite con noi allo Scampolo: per una cena tutta fuori dagli schemi.

Come si mangia allo Scampolo? Non è la domanda principale da farsi, anche se a tutti gli effetti è un ristorane. Perché? Ve lo spiego subito.

1. Come si presenta il locale dello Scampolo

Tanto per iniziare, da fuori, questo locale non si capisce tanto bene cos’è. Potrebbe a primo impatto sembrare un pub, o una sala da gioco o una sala da biliardo. Le luci infatti sono soffuse e tendenti al verde. Ma per i più coraggiosi che varcano la soglia le cose possono cambiare.

Entrando non si entra veramente. Nel senso che c’è anche un’altra porta per entrare in modo definitivo, e nel frattempo ti trovi in una sorta di limbo. Un piccolissimo atrio circolare pieno di immagini e quadretti. Sembra fatto a posta per le persone più insicure che sono ancora in tempo a fare retromarcia.

Ma noi, persone coraggiose e sopratutto molto curiose tutto ciò ci ha fatto salire ancora più il desiderio di entrare. Se questo è il biglietto visita, chissà al suo interno quali sorprese ci può riservare. Ed infatti non siamo rimasti delusi. Anzi il vero biglietto da visita è ancora più bizzarro, una locandina con un orso bruno inferocito con la bocca spalancata, su sfondo nero con scritto Scampolo. Forse rappresenta l’appetito?

Ci sediamo ed inevitabilmente ci guardiamo intorno. Nessuna immagine di forchette, coltelli, pesci, o piatti tipici. Niente di così classico e comune. Qua la parola d’ordine è piuttosto stravaganza, ricerca del particolare, originalità. Non ve lo descrivo nel dettaglio per non togliervi il gusto della sorpresa. La chicca è il bagno. Mi raccomando non ve ne andate senza prima esservi lavati le mani, perché il bagno vince.

Di seguito il link di instagram del ristorante: https://www.instagram.com/p/Bk-BT9uFvnO/?utm_source=ig_web_options_share_sheet

2. Come si mangia a lo Scampolo

Era un Lunedì di un giorno speciale. Il mio compleanno. Ed essendo il primo di Aprile pensavo che mi avessero fatto uno scherzo, invece era vero il locale era tutto per noi. Io mio marito Michael ci siamo accomodati e gustati l’intera cena testa testa. Per noi non poteva andare meglio, per il proprietario forse poteva andare meglio..

Se il locale si presenta in questo modo fuori dal comune chissà, ho pensato, come sarà il menu. Ed infatti non mi sbagliavo di tanto. Il menu è scritto su una lavagnetta che ti lasciano sul tavolo. Ed i piatti sono curiosi, con abbinamenti particolari che ti fanno venir voglia di essere tutti provati.

Dopo una lunga consultazione, riusciamo a deciderci e a ordinare. Gamberi, tagliolini alle alici, spaghetti aglio olio, peperoncino e ricci. Per secondo un burrito con polpo e non ci siamo lasciati scappare nemmeno il dolcino alla fine. Insomma ci siamo trattati bene. E ne è valsa la pena.

burrito di polpo

Devo dire che personalmente mi è piaciuto tutto. Piatti con abbinamenti studiati, composti con professionalità, abilità e ricerca del gusto. Insomma fatti bene e buoni. Porzioni non troppo abbondanti che ti fanno finire e gustare un piatto dietro l’altro. Senza lasciarti un senso di pesantezza alla fine.

La ciliegina sulla torta è stata sicuramente per mano della cameriera che di tanto in tanto ci portava due fette di focaccia calda. Ora non so dire se questo trattamento è stato riservato solo a noi dato che eravamo l’unico tavolo nel locale, oppure se fosse un trattamento dedicato a tutti in qualsiasi serata.

3. Tiriamo le somme

Allo Scampolo siamo stati bene, il locale ci è piaciuto ed il menu anche. Sono rimasta colpita dall’arredamento e dalla ricerca dei piatti, che risultano particolari ed unici. E’ un continuo guardarsi intorno e cogliere le particolarità di arredamento e di scelte di forme e colori.

Location: stravagante, coinvolgente, simpatica e bizzarra. Sicuramente mai visto niente del genere. Se volete una cena in un posto classico e sobrio lo Scampolo non fa proprio a caso vostro. Qui si viene per uscire dalla quotidianità per rompere gli schemi all’ora di cena.

Menu: all’altezza delle aspettative. Aspettative che nascono dalla stravaganza del locale. Il menu risulta ben studiato, adatto a chi mangia carne, pesce formaggi o esclude uno o più elementi di questi, insomma adatto a tutti. Con degli elementi di novità e di ottima combinazione e fusion con tradizioni oltreoceano.

Servizio: impeccabile. La ragazza ci ha accolto immediatamente e ci ha accompagnato con attenzione e cura per tutta la cena, regalandoci la giusta attenzione mai invadente. Forse molto facilitata dal fatto che eravamo solo io e Michael nel locale, o forse no.

Conto: onesto. Anzi a dire il vero una spesa medio bassa per ciò che abbiamo scelto e mangiato. Non ci siamo fatti mancare nulla ad un modico prezzo di 70 Euro. Mai vista l’acqua ad 1 Euro che ci è stata alla fine offerta. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal conto.

Se vogliamo trovare proprio il cosiddetto pelo nell’uovo una pecca l’ho trovata. Lavorando all’Ikea conosco molto bene gli articoli in vendita in questo mega store, perché vi dico questo? Perché non mi è piaciuto che il pane e delle salse venissero serviti in dei portacandele. Ma come ho detto è proprio una raffineria.

Ci torneremo? Sicuramente sì, anzi non vedo l’ora, perché sono diverse le cose che mi sono rimaste fuori dalla mia ultima scelta e che mi piacerebbe poter assaggiare.

Vi saluto cari amici e alla prossima recensione di un bel o buon ristorantino a Livorno. Nel frattempo vi invito a leggere le recensioni delle nostre avventure trascorse nei diversi locali sempre livornesi, che potete trovare nella pagina della rubrica del Giovedì.

Vi porto nella vecchia Livorno: alla Cantina Senese tra gusto e tradizione.

Ma come si fa a non parlarvi della Cantina Senese?

Un ristorante così caratteristico a Livorno che vi immergerete immediatamente nella livornesità, quella vera, non appena attraverserete la soglia d’ingresso.

Verrete accolti da un gran chiasso, persone dal tono di voce molto alto che raccontano le proprie storie davanti a dei piatti strepitosi. Il locale piuttosto piccolo e raccolto, infatti richiama sia a pranzo che a cena un  numero illimitato di persone, rendendo così questo posto Leggi tutto “Vi porto nella vecchia Livorno: alla Cantina Senese tra gusto e tradizione.”

Un’aperitivo fatto in un luogo magico, che ti lascia l’amaro in bocca.

Vi parlo di un aperitivo fatto in un bar a Livorno dove ti aspetti l’eccellenza, ma ricevi la mediocrità.

L’ho chiamato bar ma è qualcosa di più di un bar, è un luogo che rappresenta molto per la città di Livorno, sto parlando infatti dello Chalet che da qualche mese ha ripreso la sua attività nelle pineta della rotonda di Ardenza. Lo racconto in un mio articolo che quando ha ri-aperto Leggi tutto “Un’aperitivo fatto in un luogo magico, che ti lascia l’amaro in bocca.”

Mangiare una specialità a Livorno vuol dire “cinque e cinque”.

Per questa settimana la parola d’ordine è “cinque e cinque“.

Se capiti a Livorno per caso o come turista i posti dove puoi assaggiare questa specialità labronica non mancano. Infatti Dove vendono pizza di solito vendono anche la torta di ceci che unita ad un panino da vita ad un bel “cinque e cinque”.

Mi rivolgo ai forestieri nello specificare che per torta si intende Leggi tutto “Mangiare una specialità a Livorno vuol dire “cinque e cinque”.”