Uno spettacolo che non avevo mai vissuto prima: cena in bianco a Livorno

Ve l’avevo detto che ci sarei andata, e vi avevo detto anche che ve l’avrei raccontata ed eccomi qua  a fare ordine alle parole che arrivano come missili nella mia testa confuse per la quantità di cose belle da scrivere e raccontare.

Iniziamo dall’inizio, ovvero chi l’ha ideata e adottata. I primi sono stati i nostri vicini francesi che hanno sfoggiato la loro innata eleganza dopodiché è stata adottata dalla Torino che ha seguito lo stesso format e dato il via alla cena in bianco in Italia. L’obiettivo è quello di trasformare per un attimo un angolo della città in una “camera da pranzo”, in presenza delle 5 E: etica, estetica, ecologia, educazione, eleganza; e attraverso le foto e i video di professionisti, conviviali e passanti, messe sul web mettere in vetrina e farsi vanto di posti bellissimi in Italia.

Livorno non si è tirata indietro e da ben 3 anni partecipa ed organizza questo evento che richiama ogni anno sempre più persone, perché a Livorno si sa che pur di farci vanto siamo disposti anche a diventà matti e a portarci tutto da casa.

Queste erano le regole per prendere parte alla cena , aperta a tutti, grandi e piccini.

•    Munirsi di tavoli quadrati o rettangolari da collegare uno accanto all’altro.

•    Cena a rifiuti zero, è vietato l’usa e getta. Tovaglie e tovaglioli di stoffa, bianchi. Piatti di porcellana bianchi e bicchieri e bottiglie di vetro, posate di metallo.

•    Si mangia quello che si porta da a casa e cosa ti offre il vicino gentile.

•    Abbigliamento rigorosamente bianco ed elegante.

Io e mio marito abbiamo potuto dare una mano concreta a questa iniziativa e ci siamo presentati alle 16 quando l’organizzazione era tutta chiaro solo nelle teste di alcuni. E così ho vinto il posto di cassiera (seppur fosse un evento gratuito occorreva raccogliere 3 euro a testa per il piano della sicurezza). Ed io chiedo scusa a tutte quelle persone che ho fatto aspettare per cercare il nominativo nella lista, o per fare calcoli o resti. Mio marito invece ha vinto il ruolo di risolvere i problemi, organizzare i tavoli, accogliere le persone per mostrare loro dove poter montare il tavolino, e aiutare me quando entravo nel panico..  Il tutto seguito con interferenze varie, dai veri organizzatori di Reset e Proloco.

E con lo sventolio in aria dei tovaglioli bianchi, che la cena abbia inizio.

 

cena al tramonto

Ci mettiamo finalmente a sedere anche noi e con famiglia e amici ci godiamo una cena così unica e particolare, divertente e bella che fa acquisire ad ogni pietanza qual qualcosa in più, come se fosse stato messo una spezia di terre ancora sconosciute.

Risate, brindisi, battute, cappelli, palloncini candele e rose bianche, ma non solo! Uova di gallina livornese, bianchissime! Vino, spumante e bollicine bianchissimi. Il sindaco e tutta la giunta. Balli offerti dalle bellissime ragazze della comunità dell’isola di Pasqua, ospitati non so ancora da chi.

E poi loro. Le intramontabili che hanno reso tutto pazzesco, fiabesco e surreale. La terrazza Mascagni e la navescuola Amerigo Vespucci.

La navescuola Amerigo Vespucci

Descrivere tutto con una parola è difficile ma ci voglio provare: da non perdere.

Non ci sono riuscita e di parole ne sono uscite tre.

 

 

 

Cena bianco terrazza mascagni, edizione 2018 dedicata al palio marinaro. Tu parteciperai al traslochino?

Zitti zitti manca un giorno, e tra amici ci chiamiamo e ci incontriamo per capire se ancora c’è qualcosa da organizzare. E’ un modo simpatico e alternativo per fare squadra e creare intese, ovviamente su cose un po’ futili: se porto la pasta fredda, chi lo porta il dolce? Se te metti il tavolo allora alle sedie ci penso io? Ecco questi i discorsi che oggi volavano sotto l’ombrellone al mare.

La cosa è divertente, anche se penso sia alquanto impegnativa, portare tutto dal tavolo ai bicchieri e dove li mettiamo, come li portiamo è tutto da vedere, io ho la fortuna di avere un marito super organizzato che sicuramente avrà già tutto pronto in testa, io sono più per improvvisare e quindi di solito, creare un po’ di confusione!

Questo tipo di cena nata in Francia è stata importata poi a Torino dove il numero dei partecipanti è da capogiro. A Livorno erano in 500 la scorsa edizione e a rigor di logica domani saremo molti di più..

Ci saranno sorprese su sorprese, candele che non si spengono, regali e canti e noi così potremmo dire di aver mangiato sulla diva, la tanto amata terrazza Mascagni.

 

ed io che mi metto??

Quando la comodità appare come un concetto relativo.

Mi raccomando non parlare mai ad un livornese di sabbia, GUAI! E questo per due semplici motivi:

Per prima cosa si dice rena, e secondo poi, è scomodissima.

Certo tutto dipende dai punti di vista!

La rena ti si appiccica da tutte le parte, non la togli nemmeno con la doccia, se non hai il bruschino! Ti va negli occhi se c’è vento, e, non mi immagino che succede con una giornata di libeccio! Se ci sono bambini nei paraggi te la tirano sicuramente, sporca tutti gli asciugamani che quando vai a scuotere rischi di fare a puntate con il vicino di ombrellone! La sabbia ti brucia i piedi e ti riempie il costume!

Da noi i prediletti sono gli amati scogli o qualsiasi tipo di pavimentazione che si affaccia sul  mare, basta non aver a che fare con la temuta rena!

 

 

Il ristorante Ai Paolieri, Quercianella, ex o’scugnizzo.

Ho portato mio marito a cena fuori senza nostro figlio che invece era dalla nonna. Per l’occasione (rarissima quando siete una famiglia) ho voluto scovare nella mente un posticino un po’ speciale, romantico, e unico. Così la sua immagine mi è saltata in testa così all’improvviso, Ai Paolieri a Quercianella con la sua terrazza mozzafiato tanto da fare invidia a ristoranti stellati.

Cercando il contatto su internet sono rimasta piacevolmente sorpresa dal servizio all’avanguardia, con la possibilità di riservare un tavolo direttamente dal cellulare senza dover telefonare. Io ho riservato il tavolo e dato la mia poca fiducia (per la tecnologia) ho chiamato subito per aver conferma della prenotazione, ecco che a compensare il mio stupore, è stato la risposta di una ragazzo che quasi mi ha rimproverata!

Raggiungiamo il locale che ha  ampio parcheggio ed è ben segnalato.

Ben accolti ci sediamo e ci godiamo il panorama, il mare fa da protagonista e il Castel Sonnino da cornice. Diamo una veloce lettura al menu e ordiniamo per me un antipasto misto mare e per maik, mio marito, una tagliata di tonno, nel frattempo ci portano il vino bianco della casa che ahimè ci hanno portato già aperto.

Arrivano i piatti e con discreta fame ci buttiamo all’assaggio, ecco che arriva il mio disappunto e dopo aver mangiato qualche gamberetto alla salsa rosa, fetta di salmone e bruschetta mi fermo delusa sopratutto dal prezzo 20 euro che a par mio risultava essere cifra esorbitante rispetto alla ricercatezza degli ingredienti.

Maik ha apprezzato il tonno ma il mio piatto quasi pieno ha innescato il dubbio della cameriera che ha voluto sapere il motivo per riferirlo alla cucina. Così dopo poco, si è avvicinato il proprietario che ha voluto maggiori dettagli ed ha garantito per la freschezza della merce e se non fossi stata convinta mi avrebbe fatto vedere anche la bolla di acquisto.

A seguire abbiamo preso due dolci e due caffè. Anche se ho riferito che non era necessario, Il dolce mi è stato offerto per placare il mio disappunto, ed ho apprezzato.

scontrino

La location è bellissima, dove si può godere di un tramonto surreale, e inimitabile.

Servizio attento, cortese e ma con qualche scivolone

Prezzo elevato per la qualità offerta.

Da tornarci? sì ma non nell’immediato e per assaggiare la pizza.

Ringraziamo lo staff. Ceci&Maik

Ma che cosa ho combinato!

Un pasticcio vero e proprio terribile pasticcio.

Ho mandato una blogger in vacanza e senza alcuna motivazione o giustificazione. E mi sto riprendendo solo ora, quando tornata a casa mi rimetto a scrivere e mi domando, perché non hai portato il tuo compagno di avventure il computer? Ecco perché, sono andata in campeggio! Allora perché cavolo, non hai programmato gli articoli? Perché col mio carattere di fare tutto all’ultimo mi sono come catapultata fuori casa con valige e tutto. Allora perché cavolo non fai almeno un resoconto della tua mini vacanza? Ecco… ottima idea.

Ci lavorerò su e con l’aiuto della mia love family, porteremo Livorno centro in vacanza.

Volete un piccolo assaggio? Vi dico solo che siamo stati a Marina di Bibbona.. E voi la conoscete?

Lo abbiamo riconquistato, e riconquisterà anche voi

Quante volte ci siamo passati, ed ogni volta ci scendeva una lacrima immaginaria, perché l’abbandono fa sempre un po’ male al cuore. Lo chalet della rotonda di Ardenza da qualche giorno ha ripreso vita e con lui tutti i ricordi che ci legano a questo luogo.

da fuori

Mi ci portavano, i miei genitori bevevano un caffè e per noi bambini ordivano una spuma bionda, punto di ritrovo per partire alla volta di corse in bici, giochi a palla e giri in giostra alla rotonda o sul lungo mare.

E passeggiarci oggi fa uno strano effetto, si percepisce anche tra la gente una felicità contenuta, incredulità e sorpresa condivisa, lo chalet ce l’ha fatta ha riconquistato il suo posto e ha ridato la giusta energia ad un luogo ricco di storia.

a passeggio

Adesso tocca a noi, bambini cresciuti e diventati genitori, raccontare. Raccontare che questo non è solo un bar, è un luogo un po’ magico,  che deve essere da esempio a tutti quei posti ancora trascurati o abbandonati nella Livorno di oggi.

Per chi come me ha due ombre

Vi starete chiedendo come sia possibile. Invece non sono la sola ad avere due ombre. La tua ombra ti segue ovunque e di lei non puoi fare a meno. Abbi sempre massima cura della tua ombra, rispettala e accoglila. Eccole qua le mie due ombre..

 

ho due ombre

Ed una si chiama come mio figlio.

Non passano un bel momento, lo confermano le palme.

palme

Così come in tutta Italia anche a Livorno, stanno passando brutti momenti.

Le palme belle, imponenti, sempreverdi e sempre più grandi si sono ritagliate un posto in questa città. Spettinate dai forti venti e cariche d energia sotto soli potenti, stanno adesso attraversando un momento di crisi. Alcune non riescono a sopravvivere al passaggio del punteruolo rosso. Un insetto così piccolo in grado di far fuori un essere così grande.

Mi sembra impossibile.

Chi sopravvive alla crisi ne esce sempre più forte e potenziato, noi rimaniamo, ancora impotenti, a fare il tifo per voi, combattete la vostra battaglia, e uscitene vincitrici, per poter essere di esempio a tutti, palme.

Le bici da cornice.

Passeggiando per la tua città, non farlo mai distrattamente.

Aguzza lo sguardo, cattura i dettagli, apri gli occhi e guardati bene intorno. Non noti niente di diverso? Quante cose che scoprirai e magari ad alcune non avevi mai fatto caso.

Così una strada smette di essere una semplice strada, e una città smette di essere la solita città.

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Livorno, piena di colori, full di bici abbandonate.

Proponiamo la campagna “adotta una bici che è stata abbandonata”.

Se non le chiami roschette non sei di Livorno.

Non puoi non conoscerle, ma se le chiami roschette il più delle volte la gente storge la bocca e dice:”O cosa sono”? Questo è un chiaro segnale che la persona con cui state parlando non è di Livorno.

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roschette

Da noi si conoscono bene, ci siamo cresciti da piccini con le roschette a merenda, a ricreazione o nelle borse delle nonne. Le mettevi nelle dita, come anelli e poi via gli attaccavi grossi morsi.

in fila
in fila

Ci sono di mais, che scricchiolano di più e fanno più bricioli o di grano tenero, più morbide e friabili. In ogni caso bone bone!!!

a chi tocca
avanti a chi tocca

Hanno un’origine antica, sono tipiche livornesi le abbiamo ereditate dalla cucina ebraico-sefradita, rappresentano uno degli esempi di una città dove nei secoli si sono amalgamate svariate popolazioni e culture. In origine si potevano trovare sia dolci che salate, ma con il passare del tempo si sono rimaste quelle salate. Certo che le puoi accompagnare con formaggi e salumi ma da sole hanno quel potere in più.

anche il dolcino

dolcino

Se ti trovi al mercato e vuoi camuffarti da livornese la parola chiave è: Mi dia due roschettine per il bimbo”. Chi ti serve selezionerà per te quelle più belle fresche e morbide, e mentre te le imbusta sarete già diventati grossi amici!