Questa settimana vi porto a mangiare al Castellaccio, al quasi storico ristorante Ciaponi.

Per la rubrica del giovedì questa settimana vi voglio parlare di un ristorante che conosco praticamente da sempre e che ha apportato cambiamenti negli anni ma non troppi, rimanendo in questo modo, tipico e vissuto.

Il ristorante Ciaponi al Castellaccio.

Come dicevo lo conosco da sempre perché essendo cresciuta a Montenero e frequentando amici e amiche nella zona alta di Livorno ovvero il Castellaccio, in questo locale ci capitavo spesso.

Ci siamo andati a cena ieri sera con tutta la famiglia, e pur essendo un normalissimo martedì devo dire che era pieno di gente. Perché a Livorno si sa: anche se ‘un c’hai i vaini, per andare a cena fuori li trovi! (frasi tipiche degli abitanti di Livorno).

Il ristorante ha una bella terrazza, ben ombreggiata di giorno, dalla quale puoi godere di uno spettacolo introvabile a Livorno. Vedi le colline, verdi, verdissime, ricche di boschi e alberi che cascano con le loro dolci e morbidi curve direttamente in mare, e come puoi immaginare, ai tramonti offre lo spettacolo più bello. Quando tutto si colora di rosa, rosso ti puoi godere un tramonto bellissimo e le sfumature di colori che fanno risaltare il tutto.

Si scusate mi sono lasciata prendere dalla vena romantica che è in me. Allora bando alle ciance e vayamos al grano, come dicono gli spagnoli, cioè andiamo al punto. Come abbiamo mangiato? Devo dire bene! Anche se l’aspetto sembrerebbe del tutto casalingo e da osteria, il menu spazia molto ed è molto ricercato, con grande varietà di primi di mare!

In una parola: bono!! e il risotto di  mare speciale!

Detto questo passiamo a vedere invece quegli aspetti che possono essere migliorati. Sicuramente la pizza. La mia mamma, non si sa perché, ha ordinato una margherita e per tagliare uno spicchio da farci assaggiare si è dovuta mettere d’impegno! Sul dolce sono rimasta molto sorpresa dal fatto che servissero il meringato, che è fuori ogni dubbio il mio dolce preferito e che in questa città puoi trovare la perfezione con standard altissimi, qui invece in versione “rivisitata”, buono ma non da soddisfare le mie aspettative, che come ho detto sono alte.

E poi la nota dolente, che è un dettaglio talmente piccolo che anche se la scrivo non faccio male a nessuno, il cucchiaino del caffè in plastica. O perché mi sono chiesta? E me lo sto chiedendo tutt’ora. Forse avevano finito quelli seri o forse non ce li hanno mai avuti. con questo dubbio che mi assilla vi lascio e vi saluto presentando il resoconto della serata.

Location: da dieci se riesci a conquistarti un posticino fuori sotto il pergolato. Soprattutto d’estate quando riesci a prendere quel soffio di vento fresco.

Servizio: senza gioia né dolore. Ragazzi giovani e disponibili.

Piatti: buoni, notevoli i primi di mare.

Da tornare ? Sì certo che sì.

Un saluto caloroso da ceci&maik.

 

 

 

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